"Compattezza: una parola d'ordine nell'interesse dei sardi, una pratica difficile nella fase politica attuale. La Sardegna è sempre più isolata. Alla vigilia dell'arrivo del presidente della Camera Laura Boldrini, se potessimo fare una un'analisi sintetica e al contempo lucida, spogliata da interessi di parte, potremo dire che la situazione economica e sociale sarda è tra le più pesanti di sempre", così il senatore Luciano Uras (Sel) il quale ritiene "che il presidente della Regione debba con urgenza convocare una riunione con i parlamentari sardi, nazionali ed europei, e le rappresentanze delle Autonomie locali per rilanciare l'impegno comune nella Vertenza Sardegna".
"Pesano i risultati di anni di crisi, la crescente disoccupazione e povertà, lo smantellamento progressivo ed inarrestabile dell'intero sistema industriale, l'esclusione dalle reti nazionali ed europee dell'energia e dei trasporti, l'annunciata estromissione dal Piano Juncker, l'assenza di una programma vero di rinascita, anzi la probabile ulteriore difficoltà ad essere partecipi della ripresa economica annunciata, anche se ancora incerta, del resto del Paese. Per questo – ha ribadito – servirebbe una nuova stagione di responsabilità autonomistica del sistema istituzionale regionale e locale, una rinnovata compattezza tra le forze politiche democratiche, le organizzazioni sociali ed imprenditoriali, il mondo della solidarietà e della cultura. Questa costruzione è il nostro obiettivo. Questo è l'obiettivo di Sel, aggredire la crisi attraverso uno sforzo corale convinto".
"Per questo il nostro impegno – ha precisato Uras – non può essere interpretato come una alleanza politicista tra forze minori dell'attuale coalizione di Governo alla Regione, in funzione della costituzione di un nuovo partito. Noi pensiamo, al contrario, che sia possibile un cammino comune dell'intera coalizione, rafforzando i legami con tutti i protagonisti, dalla Sinistra al Pd, dai Rosso Mori alle forze di tradizione e sensibilità cattolica, anche nella prospettiva di superare il pulviscolo partitico che impedisce ai Sardi di avere il necessario impatto nelle sedi della decisione politica e del governo dell'economia".







