Seduttore di vedove finisce sul banco degli imputati per rispondere di riciclaggio. Questa mattina davanti al collegio del tribunale di Tempio Pausania, presieduto dal giudice Paola Ferrari Bravi, si è aperto il processo a carico di Lucio Camozza, broker 63enne di Lecco, residente ad Arzachena, che nel corso degli anni si sarebbe costruito una fama di seduttore di donne sole – secondo le Procure di Tempio e di Como – vittime inconsapevoli di una truffa da vari milioni di euro. Secondo il pm l'uomo avrebbe reinvestito ad Arzachena parte del denaro, frutto del raggiro ai danni di alcune signore che avrebbero ricevuto da Camozza false promesse di matrimonio.
Al centro dell'indagine, avviata in Sardegna nel 2012, ci sono anche alcune operazioni di riciclaggio mascherate che avrebbero coinvolto centinaia di persone. Nel maggio 2012 la Procura di Tempio aveva chiesto e ottenuto il sequestro preventivo di alcuni immobili, tre ad Arzachena e uno a Porto San Paolo, e di un grosso parco auto di lusso, intestato al broker e ad alcuni suoi familiari. L'uomo con la promessa del matrimonio si sarebbe fatto consegnare consistenti somme di denaro da alcune donne, in un caso anche 520 mila euro. Una parte dei soldi è stata reinvestita in Gallura, e le operazioni immobiliari, per le quali secondo la Procura si configurerebbe il reato di riciclaggio, avrebbero coinvolto oltre 100 persone che hanno accettato le offerte del broker e per questo sono finite nei guai.
L'uomo, nel 2013, era stato condannato in Appello, che aveva confermato la pena del primo grado del tribunale di Como, a cinque anni di reclusione, con risarcimento della vittima, perché ritenuto dai giudici essere responsabile della circonvenzione di incapace ai danni di una vedova cui, dietro la promessa di matrimonio, sottrasse 500 mila euro.
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Truffe con promesse di matrimonio, alla sbarra seduttore di vedove







