La Corte dei Conti del Veneto ha aperto un fascicolo per accertare la natura e i costi di un alloggio di servizio ricavato nelle stanze del museo di Palazzo Grimani, a Venezia, dall'ex sovrintendente al Polo museale Giovanna Damiani, ora destinata a Cagliari. Tutto – scrive il 'Corriere del Veneto' – nasce da un esposto inoltrato ai giudici contabili dai sindacati Cisl Fp e Flp, che proprio sulla ristrutturazione delle due stanze al centro della vicenda, un tempo assegnate alla guardiania del museo, avevano ingaggiato con Damiani un aspro scontro.
Una 'ottimizzazione' degli spazi, secondo la spiegazione della ex sovrintendente, un 'arbitrio' invece per i sindacati, che hanno chiesto di accertare chi abbia pagato i lavori di ristrutturazione delle stanze adibite ad appartamento, e se l'ex funzionario – che ha ancora nella disponibilità l'alloggio, avendo all'interno degli effetti personali – ne abbia usufruito pagando le utenze domestiche e l'affitto. In più, i sindacati sostengono che il cambio di destinazione d'uso necessario per i lavori eseguiti nella dimora del 1500, un tempo abitata dal Patriarca di Venezia, sarebbe stato negato dalla Soprintendenza ai beni architettonici di Venezia.
Sulla vicenda è intervenuta oggi con una nota anche la Cgil Funzione pubblica, che parla di "utilizzo improprio di beni e servizi pubblici" e sollecita un chiarimento del ministero dei Beni culturali, cui la stessa organizzazione si era rivolta negli anni scorsi "senza ottenere risposta".
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