Anche dalla Chiesa un no secco al deposito di scorie nucleari in Sardegna. La Delegazione regionale dei direttori degli Uffici diocesani di pastorale sociale e del lavoro, riunita a Oristano, ha dedicato la propria attenzione ai problemi ambientali dell'isola con particolare riferimento alla prossima pubblicazione dell'elenco dei siti in cui si intenderebbe realizzare il deposito unico nazionale per i rifiuti nucleari.
"Si ribadisce innanzitutto un no deciso all'ipotesi che la Sardegna sia sottoposta a quella che i Vescovi sardi, poco meno di un mese fa – è detto in una nota – hanno definito una servitù insopportabile che rischia di infliggere all'Isola un colpo mortale alla sua naturale e indispensabile economia agro-pastorale e turistica. Si eleverebbe, infatti, un'ulteriore barriera alla creazione di quel futuro più dignitoso e sicuro che la società sarda attende ormai da tempi troppo lunghi".
Non solo. "Preoccupa inoltre, la costatazione di alcuni inspiegabili silenzi su questo delicatissimo tema. Ci si attende che una presa di posizione chiara e decisa non sia riconducibile solo ad alcune componenti partitiche, sindacali e associative, ma goda della partecipazione consapevole e attiva di ogni compagine impegnata nell'animazione culturale, politica e sociale. I problemi relativi all'ambiente sono di tutti e non solo di alcuni".
Un invito alle comunità cristiane: "Sono sollecitate, soprattutto in questi giorni che precedono la Santa Pasqua, a favorire la riflessione, l'azione e la preghiera affinché in ciascuno si sviluppi il senso di responsabilità nella custodia del creato e nel realizzare i presupposti per un'esistenza salubre e serena da assicurare alle future generazioni".







