L’assessore all’Urbanistica Paolo Frau interviene sulla questione delle barriere in plexiglass al Bastione di Saint Remy. Pubblichiamo l’intervento integralmente
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Da molti mesi i balconi del Municipio di via Roma sono foderati, all'interno, da una lastra di plexiglass.
Non se ne è accorto nessuno, perché è piuttosto difficile accorgersene.
Sbordano, infatti, di pochissimi centimetri dalla balaustra originaria e non sono quindi percettibili da chi osserva il palazzo dall'esterno.
È stato necessario predisporre questa protezione perché le attuali norme di sicurezza impongono un adeguamento dell'altezza delle ringhiere e delle balaustre.
Un problema analogo, qualche tempo fa, ha dovuto affrontarlo l'amministrazione precedente ai Giardini Pubblici. Un tempo, lo ricorderete, ci si poteva affacciare al muraglione che guarda sul viale San Vincenzo; ora si è tenuti lontani da una staccionata che corre parallela a una distanza di due metri.
Un problema di sicurezza simile si pone oggi sulla terrazza del Bastione.
C'è chi, per scarsa informazione o alla disperata ricerca di una nuova polemica, paventa un alto recinto in plexiglass (oddio, un acquario!) che impedirebbe il godimento del panorama o la possibilità di scattare fotografie al paesaggio circostante. Ma è assolutamente fuori strada.
Al Bastione, così come altrove, per assicurare le prescritte condizioni di sicurezza è sufficiente sollevare l'altezza delle balaustre di pochi centimetri, senza ostacolare in nessun modo le visuali.
Trovando le soluzioni più adeguate in accordo con gli enti che sovrintendono alla tutela dei beni storici e culturali.
Ancora una volta, quindi, molto rumore per nulla.







