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Avanti a oltranza sulla Legge casa per toglierla dal pantano di questi ultimi giorni. Dopo il vertice di ieri sera la maggioranza ha stabilito un cronoprogramma ferreo per l'approvazione del ddl: in Aula mattina, pomeriggio e notte, anche il fine settimana, per arrivare al più presto al traguardo.
La decisione è stata ufficializzata questa mattina dalla conferenza dei capigruppo prima dell'inizio dei lavori del Consiglio regionale previsto per le 10.30, ma poi slittato alle 12. C'è ancora molto da fare: finora sono stati approvati solo tre dei 32 articoli di cui è composta la legge. Ed è sempre muro contro muro: l'opposizione usa la pratica dell'ostruzionismo e chiede il ritiro della legge, la maggioranza fa quadrato e punta a non snaturare l'impianto della normativa bersagliato da una montagna di emendamenti. In mezzo ci sono le richieste e le lamentele di imprenditori, artigiani e comuni che chiedono tempi celeri.
Oggi pomeriggio niente Aula per lasciare spazio ad un vertice della minoranza. Ma da domani comincia il tour de force: venerdì, sabato e domenica si lavorerà dalle 9 alle 14 e dalle 15 alle 24. In ballo c'è l'articolo 4 del ddl. 

Approvato dal Consiglio regionale anche l'articolo 4 della Legge casa: si tratta dei limiti di tolleranza, fissati al 2 per cento, per eventuali violazioni di misure rispetto al progetto iniziale. Un piccolo passo avanti, ma il traguardo è ancora molto lontano dal momento che si è arrivati, al termine dei lavori di questa mattina, a un ottavo del percorso. Ci sono infatti ancora ventotto articoli da approvare.
La maggioranza ha dichiarato di essere pronta a un tour de force anche nel fine settimana, sabato e domenica compresi, per arrivare al più presto al sì finale. E c'è già un cronoprogramma che prevede sedute sino alla mezzanotte.
Si ritorna al lavoro domani mattina alle 9. E si potrebbe aprire uno spiraglio grazie alla pausa di questo pomeriggio, con il centrodestra riunito in conclave. Le posizioni sono note: la maggioranza non vuole snaturare l'impianto del disegno di legge.
Mentre l'opposizione chiede apertamente il ritiro. Per ora è muro contro muro: in queste ore bisogna valutare se esistono i margini per apportare qualche ritocco.