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“Una vera truffa con lo Stato vergognosamente complice di una speculazione ignobile. Una famiglia portata via di peso dalla propria casa da un esercito di Stato in tenuta antisommossa, elicotteri, mezzi blindati, prefetti e questori in tutta la loro arroganza e ora la vendita dell’azienda ad un prezzo più che doppio rispetto a quello dell’asta di Stato”, è la denuncia del deputato Mauro Pili (Unidos) che ha presentato un interrogazione sullo sgombero forzato del gennaio scorso a Arborea ricordando che “in Sardegna entro aprile 700 aziende agricole rischiano di finire all’asta.
E nessuno ha preso posizione sulla proposta di legge che ho avanzato per il blocco delle aste per tutto l’anno e un piano di rilancio, attraverso la Sfirs, per salvare l’agricoltura sarda”.
“Ora, dopo la violenza di Stato e la vergogna di un’asta che ha portato via tutto ad una povera famiglia per 150 mila euro requisiti dalle banche, è la volta di una vera e propria spudorata speculazione. Quell’azienda scippata in un’asta senza pudore finisce in vendita su tutti i siti immobiliari per 360 mila euro – ha spiegato Pili -. Nemmeno due mesi dopo quella vergognosa messa in scena il gioco è fatto. Un’asta di Stato che rapina per quattro soldi l’azienda ad una povera famiglia, fagocitata dalle sanguisughe di banche e non solo, e poi dopo qualche settimana l’operazione è conclusa: guadagno di 210.000 mila euro”. Pili su facebook ha pubblicato il link di uno dei siti di vendite immobiliari che riportano immagini dell’azienda in vendita della famiglia Spanu di Arborea.
“Ora più che mai, alla luce di questo epilogo – ha aggiunto Pili – deve essere avviata un’indagine ministeriale che spieghi e giustifichi i costi dell’operazione per il drammatico sfratto della famiglia Spanu. Nemmeno per fronteggiare i terroristi dell’Isis si era visto un dispiegamento così imponente di forze dell’ordine, impegnate per avere ragione su una povera famiglia che aveva perso tutto”. Nel pomeriggio il governo risponderà all’interrogazione e “se non vi saranno risposte esaustive valuterò il ricorso ad altri organi dello Stato”.