Un'inchiesta sulla Camera di Commercio di Cagliari è stata aperta dal pubblico ministero Giangiacomo Pilia dopo alcuni esposti presentati sulla gestione dell'ente. Nel registro degli indagati sono stati iscritti il presidente Giancarlo Deidda e il segretario generale Luca Camurri. L'indagine riguarderebbe l'uso della carta di credito e di un'auto dell'ente.
Dopo l'arrivo in Procura delle denunce e delle relazioni dei revisori dei conti, il fascicolo con l'ipotesi di peculato è stato assegnato al pm Pilia. Allo stesso magistrato potrebbe essere assegnato anche il contro-esposto presentato nei giorni scorsi dallo stesso Deidda per verificare se esiste una campagna diffamatoria finalizzata ad estrometterlo, prima della scadenza naturale del mandato, dalla carica di presidente della Camera di Commercio. Sarà dunque il magistrato a far luce sulla stagione di veleni e sulle accuse incrociate che da mesi stanno riguardando l'ente camerale del capoluogo.
"Atto dovuto". L'iscrizione nel registro degli indagati del presidente Giancarlo Deidda "è un atto dovuto alla luce della segnalazione alla Procura inviata dal collegio dei revisori dei conti in data 16 marzo". Questo il commento della Camera di Commercio di Cagliari all'apertura dell'inchiesta da parte dal pubblico ministero Giangiacomo Pilia dopo alcuni esposti presentati sulla gestione dell'ente. L'indagine riguarderebbe l'uso della carta di credito e di un'auto dell'ente. La Camera di Commercio precisa che "già nel esposto depositato venerdì scorso il presidente aveva preso atto delle contestazioni degli oppositori riguardo l'utilizzo della carta di credito ed aveva depositato documenti che dimostrano in modo inconfutabile che non sussiste alcuna ipotesi di reato".
La seduta odierna è stata chiusa dopo che il presidente ha fissato il rinvio della discussione ed eventuale votazione della mozione di sfiducia al 20 aprile. Con riferimento all'assemblea spontanea dei dissidenti tenutasi dopo il consiglio, la Camera di Commercio sottolinea "che ogni atto posto in essere da tale consesso è giuridicamente inesistente. Il presidente – conclude – continuerà la sua attività e segnalerà alle competenti autorità ogni comportamento e iniziative posti in essere in violazione di leggi o regolamenti".







