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La Pasqua "bassa" non favorisce la scelta dei ristoranti per i giorni di festa nel Sud Sardegna: il 16% degli intervistati evidenzia una diminuzione delle prenotazioni, mentre il 73% degli esercenti ritiene che il numero di coperti sia in linea con il 2014. Lo rileva l'Osservatorio Fipe di Confcommercio Sud Sardegna, che ha intervistato un campione dei propri associati da cui emerge che il 95% delle oltre 2.000 strutture del territorio aprirà nei giorni di Pasqua e Pasquetta.
La maggiore incidenza della contrazione sta nella clientela residente che preferisce soluzioni alternative all'offerta tradizionale dei ristoratori, agriturismo, ittiturismo, pranzi in famiglia o con amici. L'81% dei ristoratori propone un menù fisso studiato per l'occasione, che si aggira sui 35 euro e privilegia la tradizione gastronomica locale. In particolare non mancano i secondi piatti tipici di carne e si conferma la tendenza ad un maggior utilizzo di materie prime stagionali provenienti dal territorio, quindi a km zero, ad esempio il carciofo.
Rispetto agli anni scorsi, i ristoratori hanno accentuato la destrutturazione del menù, con una contrazione del numero delle portate per migliorare il rapporto qualità-prezzo. Grande attenzione alla selezione dei vini locali, sempre più richiesti anche per i buoni risultati di gradimento e i premi nelle recenti fiere ed eventi settoriali.
"Con Pasqua 'bassa', numero di voli risicati e previsioni meteo non favorevoli non potevamo aspettarci di più – commenta il presidente di Confcommercio Sud Sardegna, Alberto Bertolotti – non sarà certo un test attendibile per la stagione estiva e aspettiamo il fine settimana lungo del 25 aprile e temperature più miti per cercare di capire come sarà l'estate 2015. Grazie solo all'operosità delle imprese però – conclude – potremo sperare in un piccolo segno più".