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La Legge casa è quasi fatta e da giovedì prossimo, 9 aprile, quando riprenderà l'esame degli ultimi articoli, la strada potrebbe essere più in discesa rispetto al passo da lumaca che ha caratterizzato i lavori del Consiglio nelle ultime tre settimane.
Superati non senza inciampi e sfuriate, e non senza strascichi, gli scogli delle residenze nelle zone agricole, gli incrementi nei centri storici, nelle zone residenziali e in quelle industriali e commerciali, limitato fortemente l'ampliamento degli hotel e bloccato quello nella fascia dei 300 metri dal mare e parato il colpo sugli ampliamenti per le case vacanze, gli ultimi articoli del provvedimento non dovrebbero creare grossi problemi alla maggioranza di centrosinistra e alla Giunta, che ha già presentato altri emendamenti sostitutivi totali.
Ma la coalizione appare spaccata con Irs e Sinistra Sarda che scalpitano perché ci sarebbe troppo cemento, mentre una parte del Pd e Sardegna Vera avrebbero voluto osare di più. Poi ci sono tutti gli altri che attendono di vedere mantenuta la promessa di una nuova legge urbanistica da portare in Aula entro sei mesi.
L'opposizione, che ha cercato sino all'ultimo di modificare le norme e che è riuscita a far passare l'incremento degli ampliamenti per le zone residenziali e la possibilità di poter realizzare una stanza in più anche nell'agro, darà nuovamente battaglia su un testo che disconosce e non è improbabile che questo muro contro muro possa portare ad un nuovo allungamento dei tempi. Entro la metà di aprile, però, la legge dovrebbe avere il via libera, cioè ad oltre quattro mesi dalla scadenza del vecchio piano casa (29 novembre). Ma gli addetti ai lavori sembrano poco convinti dell'impatto economico positivo rispetto al vecchio piano, mentre anche gli ambientalisti frenano gli entusiasmi.
I prossimi nodi, meno spinosi di quelli già approvati, potrebbero essere rappresentati dall'articolo 24 che disciplina le procedure per la richiesta di inizio dell'opera di incremento volumetrico, dal 25 che, come previsto da un emendamento della Giunta, imporrà un vincolo decennale sugli immobili in centro storico oggetto di ampliamenti e dall'articolo 28 sul programma integrato per il riordino urbano.
Nel frattempo, chi attendeva questa legge fuori dal Consiglio per chiudere un balcone o ampliare la villetta dovrà innanzitutto realizzare o monetizzare un parcheggio e poi dovrà trovarsi un direttore dei lavori e un'impresa che predisponga tutti gli atti per la nuova procedura autorizzativa (Scia).
Favoriti anche il riuso e il recupero dei sottotetti esistenti, ma con limitazioni nei centri storici, e la realizzazione di soppalchi. Per gli ampliamenti, gli hotel e i villaggi turistici, invece, dovranno attendere le linee guida della Giunta che non arriveranno prima di metà giugno.