"Nessuna decisione è stata presa e non abbiamo ancora ufficialmente l'individuazione dei siti adatti ad ospitare il deposito unico di scorie nucleari, perché il mio ministero insieme al Mise sta valutando se la Sogin, che ha individuato i siti, ha tenuto in considerazione bene le linee guida che l'Ispra aveva dato per l'individuazione del sito. E saranno tantissime le aree individuate in tutta Italia". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, a Cagliari per partecipare ad un convegno sulla tutela dell'ambiente e sviluppo sostenibile, organizzato dalla Fondazione Banco di Sardegna. Il ministro al suo arrivo è stato accolto da un gruppo di manifestanti del comitato "No Nucle e No Scorie", che lo hanno contestato al suo arrivo, ricordandogli del referendum del 2011 con il quale i sardi hanno espresso la contrarietà per la dislocazione nell'Isola di centrali o scorie nucleari.
L'esponente del Governo ha spiegato che "non c'è un territorio candidato naturale" e che tantomeno lo è la Sardegna, che anzi, "rispetto ad altre zone, ha un problema in più che che è quello del trasporto. Quindi ha i pro e i contro come tutte le altre zone".
Cappellacci. "Nessun finto confronto pubblico, nessun comitato interministeriale possono sovvertire il pronunciamento democratico del 97% dei sardi, che ha detto un chiaro no alle scorie nucleari nell'isola". Ugo Cappellacci, consigliere di Forza Italia, ribadisce ancora una volta la netta contrarietà all'ipotesi che la Sardegna venga scelta come sede del deposito nazionale delle scorie radioattive. "Non esiste una volontà più forte – sottolinea – né una consultazione più pubblica, trasparente e democratica di un referendum. Un Governo di eletti da nessuno non può permettersi neanche di rimettere in discussione la decisione di un intero popolo. Dietro le parole fumose di Galletti c'è solo un rinvio delle decisioni perché il Governo Renzi vuole scavalcare il periodo elettorale. Le parole fumose non ci interessano: dicano chiaramente che la Sardegna non sarà scelta come deposito e si assumano per una volta la responsabilità delle loro scelte.
Quando invece – conclude l'ex governatore – un Governo che campa di annunci quotidiani si nasconde dietro il segreto, non possiamo che denunciare questo silenzio e continuare a batterci affinché la Sardegna non venga messa di fronte al fatto compiuto da chi ipotizza di trasformarla nella pattumiera nucleare d'Italia". Tossilo. Sul progetto della nuova linea di inceneritore a Tossilo, nel territorio di Macomer, "la Regione è assolutamente autonoma nelle proprie decisioni". Lo ha ribadito oggi a Cagliari il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, che ha aggiunto: "laddove è possibile credo che gli inceneritori non siano opportuni".
L'esponente del Governo, a margine di un convegno sua tutela dell'ambiente e sviluppo sostenibile, organizzato dalla Fondazione Banco di Sardegna, ha ricordato che esiste "una norma nello Sblocca Italia, l'articolo 35, che dà la possibilità alle Regioni, che hanno un surplus di rifiuti rispetto all'incenerimento, di poterli portare in quegli impianti che, per via della raccolta differenziata, hanno una capacità di termovalorizzazione non del tutto esaurita".







