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"Esiste un procedimento molto lungo e molto complesso per individuare il sito del deposito unico delle scorie nucleari, che si concluderà probabilmente con l'inizio dell'anno nuovo". Lo ha spiegato il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, a Cagliari per partecipare ad un convegno, poco prima di incontrare un gruppo di manifestanti contro il nucleare.
"Oggi si sa concludendo il procedimento per l'individuazione di tutti i siti in Italia adatti morfologicamente ad ospitare il deposito – ha sottolineato – Dopo di che ci sarà una fase di confronto pubblico, che durerà quattro mesi, con tutte le popolazioni interessate e alla fine ci sarà una conferenza nazionale nella quale, se alcuni comuni vorranno ospitare il sito perché oggi è sicuro e porta posti di lavoro e ricerca, si sceglierà il sito. Se non ci dovessero essere popolazioni o comuni interessati – ha aggiunto il ministro – allora ci sarà la nomina di un comitato interministeriale che deciderà il sito, ma sarà tra molti mesi. Alla fine credo che non si arriverà alla costituzione del comitato interministeriale, ma oggi non lo posso dire".
"Capisco che in Sardegna c'è molta attenzione – ha concluso – su questo tema sarà mio compito tenere presente anche questo". 

Ganau. Esprimendo "la preoccupazione del Consiglio regionale e di tutti i sardi per la voce insistente che indica la Sardegna come possibile deposito per le scorie nucleari", il presidente dell'Assemblea sarda, Gianfranco Ganau, ribadisce il "no deciso" al progetto in occasione della visita a Cagliari del ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti.
"Oggi siamo un popolo consapevole e – spiega – le palesiamo la nostra indisponibilità a farci carico di quella che sarebbe un'altra intollerabile servitù", scrive Ganau rivolgendosi all'esponente del governo. Il presidente del Consiglio ricorda che sono molti i temi delicati venuti alla ribalta in questi mesi, "tutti inscindibilmente legati alle prospettive di un reale sviluppo sostenibile per la Sardegna", dalla questione del peso delle servitù militari "non più tollerabile in termine di sottrazione di sovranità oltre che di inquinamento", a quella "irrisolta" delle emergenze ambientali, sino ad arrivare al ciclo dei rifiuti e del loro smaltimento e "all'emorragia delle aree interne e dei piccoli centri che va fermata attraverso una distribuzione più equilibrata della popolazione e dei servizi sul territorio".
Secondo Ganau, "proporre uno sviluppo sostenibile per la Sardegna, come per qualunque altra regione, é un lavoro lungo e impegnativo, ma non utopico. Ed é evidente – sottolinea – che in Sardegna, più che altrove, non dobbiamo più permettere la contrapposizione tra diritti inalienabili, come quello alla salute e ad un ambiente salubre a quello del lavoro". 

Pittalis. "Un altro ministro viene in Sardegna e, tra il formale e l'informale, non assume nessun impegno. Avremmo voluto sentire solo una frase: l'isola non ospiterà il deposito delle scorie radioattive. Tutto il resto non ci interessa, perché quello sulla fase di ascolto è un ritornello già sentito". Lo afferma, in una nota, il capogruppo di Fi, Pietro Pittalis, sulla visita oggi a Cagliari del ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti.
"La Sardegna ha già svolto la sua fase di ascolto con il referendum del 2011, con un esito inequivocabile, perché il 97% dei cittadini ha detto no alle scorie radioattive. Assodato questo – conclude Pittalis – non c'è seminario o comitato interministeriale che tenga".