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L'80% delle maestranze impiegate nelle imprese appaltatrici nei cantieri stradali è sarda, con punte del 91-92%. Si tratta di lavori che riguardano le principali strade dell'Isola, dalla 131 alla Sassari-Olbia, fino alla 125 e alla 195, per un importo complessivo di oltre un miliardo di euro e una durata dei lavori di circa tre anni.
Il dato è emerso oggi durante il primo incontro ufficiale del tavolo permanente per il monitoraggio delle relazioni istituzionali e sindacali sui grandi lavori in corso o in affidamento. Presenti l'assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda, il capo compartimento Anas in Sardegna Valerio Mele, un rappresentante dell'assessorato del Lavoro, gli esponenti sindacali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil e i rappresentanti di imprese edili che stanno lavorando in Sardegna.
Attualmente la Sassari-Olbia garantisce lavoro a 376 persone, anche con contratti a tempo indeterminato e nuovi contratti per 32 miliardi di euro, di cui quasi 29 con imprese e strutture sarde. Secondo Maninchedda, "sono cifre che riguardano solo manovali ma coinvolgono soprattutto carpentieri e operai specializzati. Il reclutamento però non è regolato in alcun modo, non avviene attraverso i centri servizi per il lavoro o il Sil, ma col passaparola o negli ambienti in cui il cantiere viene aperto. Questo significa – spiega l'assessore – che il reclutamento intercetta con difficoltà le crisi della grande industria, cioè non si attinge da chi è in mobilità o disoccupato, ma si va avanti con il metodo consueto del presentarsi in cantiere a offrire la propria professionalità".
"L'assessorato del Lavoro – conferma Maninchedda – ha comunicato che sta studiando un 'Progetto edilizia' per favorire proprio il matching attraverso un servizio on line. Tuttavia molte di queste imprese sono presenti in Sardegna da tanto tempo e di fatto hanno una struttura a fisarmonica, cioè quando non hanno lavoro hanno 20-30 dipendenti, ma quando ne hanno possono arrivare a 180 e oltre. Questo significa che su ogni appalto c'è una base fissa di lavoratori che proviene dal nocciolo duro dell'azienda, che continua a pagare anche nei momenti in cui non ha appalti particolarmente significativi".