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L'atto del 7 aprile con il quale il commissario straordinario del Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale, Giovanni Pilia, ha sostituito il responsabile del procedimento per la realizzazione della diga Sa Stria sul rio Monti Nieddu è "nullo". A denunciarlo sono i gruppi di opposizione in Consiglio regionale, Fi e Alleanza Popolare, proprio nel giorno in cui i lavori da oltre 83,2 milioni di euro vengono consegnati all'impresa aggiudicataria dell'appalto. Pronta una mozione urgente per portare il dibattito in Aula.
"La Giunta deve esprimersi su questo atto gravissimo con il quale l'organo politico, nominato dalla Regione, che esercita il controllo analogo attraverso l'assessorato dell'Agricoltura, pone in essere atti propri del direttore generale – spiega il consigliere Fi Stefano Tunis – e deve dirci se è complice o se intende esercitare il controllo sugli atti". Secondo quanto si legge nella delibera del commissario straordinario del Consorzio, Giovanni Pilia, la sostituzione del responsabile unico del procedimento, Roberto Meloni – che all'interno dell'ente svolge la funzione di direttore generale – con un funzionario, Nicola Dessì, è motivata da "un evidente conflitto di interesse" perché Meloni riveste contemporaneamente le funzioni di direttore generale e di dirigente del servizio tecnico e ad interim dirigente di segreteria, personale, affari legali e generali e di coordinatore progettista dell'opera".
Un'incompatibilità che, secondo Tunis, non sussisterebbe perché Meloni ha svolto il ruolo di progettista nel 2008, mentre la nomina a responsabile del procedimento arriva nell'ottobre 2014, dopo le dimissioni del suo predecessore nell'incarico Giuseppe Spano, che aveva rassegnato le dimissioni. Secondo il capogruppo di Ap, Gianluigi Rubiu, "il commissario straordinario non ha compito di condizionare scelte della parte tecnico-amministrativa: si tratta di un abuso di potere e siamo di fronte a un dilettantismo puro".
"Dobbiamo capire cosa vogliono fare il presidente della Giunta e l'assessore dell'Agricoltura – ha spiegato il capogruppo Fi Pietro Pittalis -. Ormai hanno commissariato quasi tutto".