E' ancora battaglia tra l'avvocato Corrado Altea ed i giudici che lo stanno processando per associazione a delinquere nell'ambito dell'inchiesta che aveva portato all'arresto dell'ex primula rossa del banditismo sardo, Graziano Mesina, e la sua presunta banda.
Questa mattina, nell'aula della seconda sezione del Tribunale di Cagliari dove si sta celebrando il dibattimento, l'avvocato che la Procura ritiene aver lavorato come referente legale per la banda, ha sbottato: "E' un processo che si fonda su montature costruite ad arte su di me. Mi devo difendere nel processo ma anche dal processo".
Parole pesantissime che l'imputato, ritenuto l'uomo che effettuava i pagamenti a Milano delle partite di droga che poi arrivavano in Sardegna, ha rivolto ai giudici. L'avvocato Altea ha continuato a parlare per tutta la mattina, dopo la lunga udienza della settimana scorsa, davanti al collegio presieduto da Massimo Costantino Poddighe, rispondendo alle domande dei difensori Federico Delitala e Luca Cianferoni.
In carcere da quasi due anni, l'avvocato-imputato ha contestato l'intero impianto accusatorio del procuratore aggiunto Gilberto Ganassi. Non era invece in aula Graziano Mesina, presente la volta scorsa, mentre ha ascoltato in silenzio l'intero intervento di Altea l'altro imputato eccellente, Gigino Milia.
Prossima udienza fissata per il 21 aprile.







