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Col volto coperto da una maschera bianca hanno dato vita ad un sit-in sulle scalinate del palazzo di giustizia a Cagliari. Il presidio è stato organizzato da quelli che si definiscono “i precari della giustizia”, in contemporanea con una mobilitazione nazionale organizzata dalla Cgil. “Lavoriamo da cinque anni come tirocinanti – ha spiegato Luana Meloni – impegnati negli uffici del ministero di Giustizia. Chiediamo un riconoscimento lavorativo perché i concorsi sono bloccati da 10 anni, andando avanti solo con proroghe”.
La protesta – che si svolge in concomitanza con Milano, Bologna, Reggio Calabria e Napoli – fa seguito alle numerose iniziative della Fp Cgil con l’Unione precari di giustizia su una vertenza che coinvolge 2.650 tirocinanti, cassintegrati e lavoratori in mobilità, di cui 60 in Sardegna impiegati nei tribunali ordinari (Cagliari e Oristano), in quelli per i minorenni (Cagliari) e di sorveglianza, nell’ufficio del giudice di pace di Oristano e in quello Nep. “Da anni siamo impegnati accanto al personale del ministero – ha ripetuto una lavoratrice – facendo di fatto non lavori da tirocinante, bensì compiti simili a quelli dei dipendenti effettivi”. Tirocini da 60-70 ore a scadenza ravvicinata, la prossima a fine aprile. Poi l’incertezza. E da questa mattina, proprio per chiedere maggiori garanzie, una trentina di precari ha dato vita al presidio con striscioni e bandiere. La Fp Cgil sottolinea che la carenza di organico nei Tribunali di Tempio, Cagliari, Oristano e Nuoro “sfiora persino il 50%, ma nonostante tutto i precari non riescono ad avere garanzie di un impiego sicuro”.