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Gli agenti della Squadra Mobile di Cagliari sono riusciti a individuare, fra gli 82 migranti soccorsi dalla petroliera Rizopon nel canale di Sicilia, i due che guidavano il gommone che tentava di raggiungere le coste italiane.
Fermati per favoreggiamento all'immigrazione clandestina due trentacinquenni, Judel Okwude e Peter Hsaitania, entrambi nigeriani. La petroliera con gli immigrati è attraccata al porto Canale di Cagliari il 15 aprile scorso. 

È stato grazie alle testimonianze di due migranti nigeriane che la Polizia di Cagliari è riuscita ad identificare i due "scafisti" Judel Okwude e Peter Hsaitania, entrambi nigeriani di 35 anni, che tenevano il timone del gommone con 82 migranti soccorso a largo delle coste libiche dalla nave tanker Rizopov poi approdata nel porto di Cagliari.
Due trentenni le testimoni, una delle quali incinta, subito trasferite in ospedale dopo lo sbarco. Sono state loro a raccontare agli agenti della Squadra Mobile, coordinati dal primo dirigente Luca Armeni, il viaggio della speranza, indicando i due uomini che per gran parte del tragitto avevano condotto il gommone, affidato loro da un libico che aveva lasciato l'imbarcazione a largo per allontanarsi con un altro gommone. Le donne, come gli altri 82 migranti (fra cui complessivamente 17 donne e sei bambini), hanno pagato per il viaggio 1.500 dollari. 

"Nel momento in cui abbiamo saputo del soccorso in mare dei migranti da parte del mercantile Rizopov ho disposto una immediata indagine. Essendo stati recuperati in mezzo al Mediterraneo, gli scafisti non potevano che essere tra di loro". Lo ha detto all'ANSA il Questore di Cagliari, Filippo Dispenza, commentando l'operazione della Squadra mobile che ha fatto finire in manette due scafisti nigeriani.
"Abbiamo raccolto subito notizie positive dal comandante del mercantile – ha spiegato ancora Dispenza – in merito a due migranti che avevano gettato in mare i Thuraya (telefono satellitare, ndr) dopo aver lanciato la richiesta d'aiuto. Hanno utilizzato lo stesso modus operandi usato dai trafficanti di esseri umani per portare in maniera illegale i migranti in Europa. Guidano gommoni o barche e quando arrivano in prossimità di navi mercantili o della Marina, lanciano l'allarme e poi gettano in mare i telefoni satellitari". Gli scafisti, poi, si confondano in mezzo agli altri stranieri. "Questo intervento della Polizia di Stato di Cagliari – ha concluso il Questore – serva da monito agli altri trafficanti di esseri umani responsabili di un grave crimine contro l'umanità".