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"La Giunta regionale, con il presidente Pigliaru in testa, non può utilizzare la strategia dello struzzo, nascondendo la testa sotto la sabbia per evitare di assumere le proprie responsabilità sulla vicenda del fallimento prossimo della Saremar e con l'alibi che la colpa è della Giunta precedente", lo ha detto il segretario regionale della Fit-Cisl, Valerio Zoccheddu, intervenendo sulla vicenda Saremar all'indomani dello sciopero dei lavoratori.
"Dopo le dolenti vicende di Meridiana, a lungo trascurate, la prossima chiusura per fallimento della Saremar, dovuta alla sciagurata avventura della Flotta Sarda e alla conseguente disposizione dell'Ue di imporre a Saremar la restituzione degli 11 milioni di euro indebitamente percepiti dalla Regione, rischia di avere la stessa tragica conclusione – ha aggiunto Zoccheddu – con tagli di posti di lavoro e servizi alla collettività. L'ipotesi prospettata dall'assessore dei Trasporti Massimo Deiana di mettere a gara il servizio di traghettamento con le isole minori, La Maddalena e Carloforte, attualmente gestito da Saremar, con bando ipotizzato per il prossimo autunno e che non abbiamo certezza preveda un unico gestore per entrambe le tratte, non sembra offrire alcuna garanzia, né del mantenimento dei posti di lavoro, né del livello retributivo dei dipendenti e rimangono forti i dubbi sulla qualità e quantità del servizio. Sentiamo parlare di soluzioni più varie e fantasiose: dalla divisione marittima di Arst, al mantenimento in vita di Saremar con una dilazione ventennale del debito verso la Regione (ma l'Ue ha imposto la restituzione entro 4 mesi), alla costituzione di una cooperativa che rilevi la Saremar, alla costituzione di una società mista pubblico/privato con ingresso nel capitale della Sfirs, soluzioni tutte rispettabilissime, fino a prova contraria".
"La Fit-Cisl non ha interessi ideologici per una o l'altra soluzione – ha concluso il sindacalista – ma la politica ha fatto il danno e la politica vi deve porre rimedio. Usi la soluzione che ritiene più confacente ma non siamo disposti a perdere un solo posto di lavoro; i dipendenti devono mantenere gli attuali livelli retributivi; i sardi devono avere garantito il diritto alla continuità territoriale con La Maddalena e Carloforte almeno alle condizioni garantite dalla Saremar".