Standing ovation e commozione sulle note di 'Bella Ciao' al teatro Eliseo di Nuoro per il presidente nazionale dell'Anpi ed ex partigiano, Carlo Smuraglia, 91 anni, giunto nel capoluogo barbaricino per la celebrazione del 70esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo, una manifestazione promossa dalla presidenza del Consiglio regionale della Sardegna.
Momenti toccanti alla fine del suo intervento quando 400 studenti di tutta la Sardegna, a cui l'ex partigiano ha parlato per raccontare la sua esperienza, hanno intonato le note di 'Bella ciao' in suo onore. "Siate voi giovani se volete onorare le speranze dei caduti per la libertà e per la democrazia – ha detto Smuraglia ai ragazzi – a dover portare a compimento i loro sogni, le loro speranze". Dopo avere rivolto un pensiero commosso alle vittime del regime, il presidente dell'Anpi ha voluto parlare dell'euforia di quei giorni, 70 anni fa, in cui si festeggiava la ritrovata libertà dal nazifascismo. "Nel Paese si è avuto un impeto di gioia – ha confermato – e si è svolta una grandissima festa collettiva: baci, abbracci e fiori, tutti ci siamo sentiti liberati. Oggi dobbiamo parlare di più della Resistenza, del sacrificio costato per arrivare fin qui".
"Dobbiamo chiederci – ha aggiunto – se il messaggio è passato, ma io dico che non è passato se ci sono così tanti fascisti in Italia. Non bisogna lasciare spazi vuoti sennò vengono riempiti dai valori negativi".
La risposta degli studenti non è fatta attendere. "Noi giovani siamo chiamati a una vera impresa – hanno sottolineano Salvatore Sias e Marina Pizzadili – quella di raccogliere il testimone degli ex partigiani, difenderlo e tramandarlo ai nostri figli, perché la liberazione dopo 70 anni deve essere ancora completata". Una manifestazione iniziata con un minuto di silenzio per i migranti morti nel canale di Sicilia, poi l'inno nazionale eseguito dall'orchestra e dal coro del liceo musicale Sebastiano Satta di Nuoro. In prima fila il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, l'assessore alla Sanità Luigi Arru, diversi consiglieri regionali e decine di sindaci giunti da varie parti dell'Isola.
"Abbiamo voluto festeggiare la festa della liberazione uscendo fuori al Palazzo per andare in mezzo alla gente, tra i giovani – ha spiegato il numero uno dell'Assemblea sarda – Ed è ai giovani studenti che mi rivolgo oggi, perché se nel nostro Paese possiamo parlare liberamente, se si puó dissentire, se si puó votare chi ci governa, lo dobbiamo al sacrificio di quegli uomini e quelle donne che hanno combattuto per la resistenza al nazifascismo e per lasciare in eredità a noi la democrazia".
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Bella Ciao e standind ovation degli studenti sardi per l’ex partigiano presidente Anpi







