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Cagliari alla ricerca di una vittoria per consolare i propri tifosi dalle delusioni di una stagione disastrosa. Contro il Parma – nel posticipo di domani alle 20:45 – l'occasione, almeno sulla carta, è buona per cercare di fare la pace con il Sant'Elia: il successo tra le mura amiche manca da fine gennaio, col Sassuolo. C'era Zola in panchina, poi è tornato Zeman ed ora c'è Festa.

"Ho visto la squadra bene in allenamento – ha detto il tecnico rossoblù nella conferenza stampa della vigilia – dobbiamo dare il massimo". Dall'altra parte c'è il Parma, ormai matematicamente in serie B. "Siamo sicuri che non ci regalerà niente", ha avvisato Festa. La matematica dà ancora qualche speranza al Cagliari, ma il divario con l'Atalanta sembra ormai incolmabile. Il primo nemico da sconfiggere è proprio la rassegnazione. Dopo la sconfitta con il Chievo difficile capire quale sarà lo schieramento iniziale. Ci sono quattro certezze: non ci sono Murru e Cossu, squalificati. E salteranno la sfida di domani anche Pisano e Conti, infortunati. Torna, invece, Avelar: sulla fascia sinistra in difesa toccherà sicuramente al brasiliano. A centrocampo probabile turnover: in rampa di lancio Donsah. Ma troverà spazio dal primo minuto anche Farias, escluso a sorpresa a Verona dall'undici iniziale.

DONADONI
''Andiamo a Cagliari per provare a rendere ulteriormente dignitosa questa stagione. Questo è lo spirito, accompagnato con tutte le vicissitudini della settimana, si parla sempre di curatela, di incentivi all'esodo, di debito sportivo. Tutte cose che vanno a disturbare e a condizionare il lavoro che bisogna fare sul campo. Elementi che dunque sono di poco aiuto. Si parla di 20 milioni di incentivi all'esodo per giocatori, tanti non sono mai nemmeno passati da Parma. Anomalie importanti, cose difficili da comprendere, che fanno fare a tutti quanti ragionamenti che distolgono energie''. L'analisi è di Roberto Donadoni, tecnico del Parma, alla vigilia del match con il Cagliari. Il Parma è già retrocesso dopo la sconfitta con la Lazio ma il campionato deve andare avanti, e la squadra crociata lo onorerà come ha fatto sinora.

''C'è tutta una sorta di situazioni che da una parte ti portano a dire 'non vedo l'ora che finisca' e dall'altra invece a chiederti come finirà, quali soluzioni si troveranno per il Parma – aggiunge il tecnico – Non si può essere egoisti. Siamo curiosi ma anche dispiaciuti per quel che può essere il futuro ancora incerto della società. Per quel che riguarda le istituzioni del mondo calcistico e sportivo, quando si è preso un certo tipo di indirizzo l'attenzione è scemata. Mi auguro che non venga meno appunto l'attenzione e che le cose vengano poi gestite come è stato fatto passato. Dobbiamo avere tutti la coscienza di operare nel modo che ci siamo già detti''. Intanto a Cagliari scenderà in campo chi sta meglio, viste anche le assenze di Mirante e Belfodil per squalifica. ''Chi merita e chi vedo che ha gli stimoli giusti per fare un finale di stagione all'altezza giocherà – conclude Donadoni – Chi non sarà in queste condizioni lascerà spazio agli altri''.