Non è caduta nel vuoto la segnalazione dell'associazione Socialismo Diritti Riforme sui ritardi nella ricezione della posta segnalata da detenuti e familiari del nuovo carcere di Uta. Poste Italiane, infatti, ha promosso un monitoraggio per verificare la fondatezza della informazione e gli eventuali disservizi. Ne dà notizia Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione.
"E' una risposta significativa – commenta – per chi ripone nella corrispondenza uno strumento di relazione affettiva, spesso l'unico, per mantenere i rapporti con familiari e amici e una modalità per mantenere viva la comunicazione sociale nella prospettiva del reinserimento. L'associazione – osserva Caligaris esprimendo apprezzamento e soddisfazione per l'accoglimento della segnalazione – ha ricevuto rassicurazioni dall'Azienda attraverso un comunicato con cui vengono illustrate le modalità con le quali viene garantito il servizio.
Un'attenzione che testimonia la volontà di offrire a chi è privato della libertà la certezza di un diritto. L'auspicio è quello di una sempre maggiore collaborazione tra le Istituzioni con il coinvolgimento dei cittadini per garantire efficienza e trasparenza".
"Dalle indagini per risalire ai motivi dei segnalati ritardi – si legge nel documento di Poste Italiane – è emerso che il 90% della corrispondenza viene consegnata il giorno successivo a quello di impostazione, il 4% due giorni dopo quello di impostazione e il 6% nei giorni successivi. L'analisi, focalizzata sulle cause dei ritardi nella consegna di questi ultimi oggetti, ha permesso di verificare, anche visivamente, che questi invii sono stati indirizzati in maniera irregolare".
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Corrispondenza in ritardo in carcere, indagano le Poste







