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"Intendiamo rifondare le politiche di orientamento dell'Ateneo, promuovendo ciò che facciamo: è fondamentale che i ragazzi capiscano ciò che offre l'Università, non soltanto in termini di corsi di laurea, ma anche in termini di servizi, come laboratori, tirocini, opportunità di borse di studio, di soggiorni Erasmus". Lo ha detto il Rettore di Cagliari, Maria Del Zompo, intervenendo alla presentazione del nuovo Rapporto Cird, nell'Aula magna dell'ex facoltà di Economia.
"Lavoreremo – ha annunciato – su master professionalizzanti nelle aziende, attivando una maggiore interazione con il territorio. E poi i dottorati di ricerca, le scuole di specializzazione, insieme e modalità nuove di incontro e comunicazione con gli studenti, che passano anche attraverso i social media". Una politica culturale, ha spiegato Del Zompo, che va impostata partendo da lontano. "Quando si parla di orientamento – ha chiarito il Rettore – non si percepisce l'importanza della motivazione che sta alla base delle scelte.
Il punto spesso è scoprirla o sollecitarla, partendo dai primi anni di scuola. Più si anticipa lo stimolo, più avrà successo la proposta di percorsi di alta formazione. Certamente non aiuta l'assenza in Sardegna, per esempio, di musei scientifici o artistici interattivi, che stimolerebbero moltissimo la motivazione nei più piccoli".
Del Zompo si è poi soffermata sui dati della Ricerca del Cird, che indicano che per una parte rilevante di studenti all'impegno universitario si affiancherà il lavoro. "Se lavorare è una scelta obbligata perché lo studente è il perno della famiglia, è un conto. Ma se andare all'Università è un lusso – ha detto – dobbiamo porci seriamente il problema". Infine: "sarebbe un errore gravissimo assecondare le politiche nazionali, che non tengono conto che, se chiude un ateneo, la società intera rallenta in modo esponenziale".