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Gli antichi 'muristenes' del santuario di Nostra Madonna del Rimedio di Oristano saranno restaurati e adibiti a casa di accoglienza per i familiari dei pazienti dell'Istituto di Riabilitazione Santa Maria Bambina.
Il progetto, promosso dal circolo Soroptimist di Oristano, è stato presentato oggi dall'arcivescovo Ignazio Sanna, dalla presidente del Soroptimist Paola Meconcelli e dall'architetto Rossella Sanna, progettista dell'intervento.
Il progetto ha una doppia valenza. La prima è quella della carità cristiana. Il Santa Maria Bambina accoglie pazienti che arrivano da tutta la Sardegna e che hanno bisogno, anche dal punto di vista sanitario, di sentire la vicinanza dei propri familiari. La seconda, invece, è quella del recupero di un bene culturale straordinario che rischia di scomparire.
La struttura, di proprietà della Diocesi oristanese così come il Santa Maria Bambina, è infatti in pessime condizioni di conservazione a causa delle infiltrazioni d'acqua che hanno già provocato il crollo di alcuni tetti e di alcuni muri in mattoni crudi. Per realizzare il primo intervento, che riguarda solo una parte dell'intero complesso, sono necessari non meno di 100 mila euro, che il circolo Soroptimist si propone di raccogliere attraverso una raccolta fondi che partirà già sabato prossimo con un convegno sulla qualità della vita e un pranzo.
Il progetto, ha spiegato l'architetto Rossella Sanna, è particolarmente oneroso perché i muristenes, che potrebbero essere stati realizzati sui resti dell'antica Nuracraba, sono un bene tutelato dalla Soprintendenza ai Beni architettonici per i quali è necessario rispettare rigidi criteri di intervento e utilizzare materiali di alta qualità.