No della Regione. Niente formalizzazione dell’accordo di partnership volto a valorizzare la presenza isolana ad Expo 2015. È un duro attacco quello della società rossoblù contro l’assessorato regionale al Turismo. Per il no, messo nero su bianco il 16 aprile scorso, all’accordo “ideato e condiviso” attraverso il lavoro congiunto tra la Direzione Commerciale rossoblù e l’assessorato dopo una serie di incontri e verifiche iniziati a febbraio, sulla promozione della Regione Sardegna alla vetrina milanese tramite azioni pubblicitarie che avevano come protagoniste il Cagliari Calcio: dalla maglia di gioco ai materiali pubblicitari dello stadio, dalle attività digitali legate al mondo web, alla realizzazione di video ad hoc fino all’utilizzo dell'immagine dei calciatori rossoblù.
“Non si comprendono i motivi per i quali un progetto costruito a quattro mani si sia bruscamente arenato ed ancora non si intuiscono i motivi della disparità di trattamento verso altri soggetti con i quali invece la Regione Sardegna ha ritenuto di stringere degli accordi pubblicitari per la diffusione e promozione della propria immagine”, si legge nel comunicato di viale La Playa, “tale perplessità è accentuata ancora di più dal fatto che il Cagliari Calcio nei mesi di apertura di Expo, ovvero da aprile ad ottobre 2015 avrebbe potuto garantire un ritorno di visibilità all’immagine della Sardegna che nessun altro media o qualsivoglia organizzazione avrebbe potuto solamente immaginare”. Ecco i dati: ogni partita della squadra rossoblù ha una audience media di 600 mila spettatori con dei picchi di visibilità ancor più elevati, quali ad esempio quelli di Juventus – Cagliari che si disputerà il prossimo Sabato 9 Maggio, dove l’audience media prevista è di diversi milioni di spettatori in tutto il mondo.
La società di Giulini ricorda poi che dall’inizio delle stagione e per quasi tutto il girone di andata del campionato, la squadra ha portato sulle maglie il logo Sardegna ed ha messo in atto una serie di iniziative di co-marketing e di visibilità fin dal ritiro di Sappada, confidando nella possibilità di un accordo con la Regione “che si ritiene, ancora oggi, il partner istituzionale di riferimento con il quale unire le forze e creare delle sinergie concrete per lo sviluppo e la promozione del nostro territorio”.
E che la società stessa “ha intrapreso fin da subito nel corso della presente stagione sportiva una politica basata su azioni concrete volte a riportare i tifosi allo stadio e, in particolare, avvicinare le famiglie ed i tifosi che vivono fuori dall’isola. Rimane pertanto una profonda amarezza”, conclude, nel constatare che la Regione Sardegna non abbia saputo cogliere la profonda discontinuità dell’approccio del “nuovo” Cagliari Calcio rispetto al passato, rappresentata sia dalle iniziative appena citate che dalla qualità del progetto presentato e condiviso per Expo 2015”.
In ultimo la società tende la mano alla Regione esprimendo “la chiara intenzione di intraprendere un percorso comune col Cagliari Calcio che abbia come obiettivo la valorizzazione della nostra Isola e si vogliano quindi sfruttare le potenzialità del ritorno mediatico che nessuna altra organizzazione – sportiva e non – è in grado di apportare all’immagine della Sardegna”.







