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"Basta assistenza, serve lavoro buono e produttivo". E' questo il grido che si è levato da associazioni e sindacati, questa mattina in presidio a Cagliari in occasione dell'evento Sardinian Job day, organizzato dall'Agenzia regionale del Lavoro. I manifestanti – Assotziu Consumadoris Sardigna Onlus, Confederazione Sindacale Sarda, Sardegna Pulita, Comitato Scuola Città e Coordinamento portuali Cagliari, più un gruppo di cassintegrati – avrebbero voluto consegnare una lettera aperta al ministro Giuliano Poletti, ma dovranno ripiegare sull'invio al ministero perché l'esponente del governo è rimasto bloccato a Roma per l'incendio che ha paralizzato l'aeroporto di Fiumicino.
Dal presidio sono arrivate critiche alle politiche di Flexicurity e Garanzia Giovani messe in campo dalla Regione Sardegna. "Ci lascia perplessi la Flexisecurity alla fine i tirocinanti torneranno ad essere disoccupati e le aziende – si legge nella lettera – salvo casi rari, non assumeranno in pianta stabile i beneficiari". Riguardo all'ipotesi di trasferire all'Agenzia regionale del Lavoro i servizi per l'impiego, i manifestanti ritengono sia meglio attendere l'apposito decreto legislativo di attuazione del Jobs Act. Infine su Garanzia Giovani si chiede di "semplificarne regole e procedure per rendere il programma più aderente alle esigenze generali".
Quindi l'appello in stile Nanni Moretti: "Signor ministro ci dica qualcosa di sinistra".
Le associazioni ricordano che nell'Isola le persone alla ricerca attiva di un lavoro risultano essere 129 mila, in aumento di circa 10 mila unità rispetto ai tre mesi immediatamente precedenti, vale a dire aprile, maggio, giugno 2014, e che il tasso di disoccupazione tocca il 19,1% con punte del 54% per quella giovanile.