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Dopo l'omicidio dello studente Gianluca Monni, Orune è una comunità sconvolta. Così come sconvolto è il sindaco Michele Deserra. "E' una tragedia, non ci sono parole che possano definire il sentimento di sgomento che stiamo provando – dice -. Gianluca era un ragazzo d'oro, così come la sua famiglia è gente perbene, gente fuori dai fatti di cronaca che hanno riguardato il paese. Non riesco a capacitarmi a capire. Per noi questa è l'ennesima prova. Non riesco a capire le cause di tanto male. L'unica cosa può essere la maledizione divina a cui non riusciamo a sottrarci. Non ci sono altre spiegazioni".
"Stamattina appena sono accorso sul luogo del delitto – prosegue il sindaco – ho visto i ragazzi che stavano aspettando il pullman con Gianluca sconvolti, choccati. Una visione dolorosa sconvolgente. Posso solo dire che questo continua ad essere un paese di frontiera. Quando si parla di paesi del malessere si pronuncia spesso la frase con leggerezza, ma bisogna fare riflessioni profonde su questi fatti. Siamo tutti colpevoli e allo stesso tempo tutti impotenti – conclude – Ma le nostre comunità non possono essere abbandonate a se stesse, bisogna provare a cambiare una volta per tutte".

"Gianluca era uno dei ragazzi più educati di questa scuola, uno dei più bravi. Quello che è successo ci ha sconvolto tutti. E' scandalosa la superficialità con cui viene trattata la vita umana, cosa può aver mai fatto o detto un ragazzo come lui per meritare una punizione così?".
Così la preside dell'Istituto professionale Alessandro Volta di Nuoro, Innocenza Giannasi, commenta, ancora scossa per quanto accaduto, l'omicidio di Gianluca Monni, lo studente di Orune (Nuoro), ucciso stamattina mentre aspettava il bus per recarsi a scuola.
"Per me stamattina è stato necessario stare vicina ai ragazzi per aiutarli a elaborare il lutto – ha proseguito la preside di ritorno dall'altro istituto che dirige, il tecnico Agrario Bernardo Brau, intitolato ad un altro studente ammazzato a Oniferi nel 1983 -. Poi verrà il momento della riflessione, probabilmente domani in una assemblea di istituto. E' evidente che bisogna capire il motivo per alcuni giovani possano arrivare a commettere fatti del genere e poi capire come intervenire.
Questa per noi è la fase del dolore, poi bisognerà fare una riflessione profonda con la speranza che fatti del genere non ne capitino più".

Domani mattina i ragazzi dell'Istituto professionale e le rappresentanze degli altri studenti delle scuole superiori della città si incontreranno all'ingresso della scuola di Gianluca per un momento di riflessione, poi allo squillo della prima campanella alle 8.15, ci sarà un minuto di silenzio.

“Gianluca Monni era uno dei più bravi ragazzi della scuola, sia per profitto che per disciplina. Uno studente pacifico, attivo e cordiale con tutti, per lui non ci sono mai stati problemi disciplinari, mai neanche una nota".
Così un professore del 19enne di Orune ucciso stamattina nel suo paese mentre aspettava il pullman per andare a Nuoro, all'Istituto tecnico e professionale "Alessandro Volta" dove frequentava il quinto anno.
"Per noi è incredibile – prosegue l'uomo -, sembra una cosa che non possa appartenere a noi. Gianluca era un ragazzo educatissimo perbene. Nella sua carriera scolastica non è mai stato bocciato. E' sempre stato impegnato, era stato per due anni rappresentante per gli studenti del consiglio d'istituto, ruolo che aveva svolto con senso di responsabilità. Mai avremmo potuto immagine che proprio a lui potesse capitare una sorte del genere". I professori e gli alunni dell'Ipsia di Nuoro sono sotto choc. Nelle classi non ci sono lezioni, ma riunioni per riflettere su ciò che è accaduto. La preside, Innocenza Giannasi, ha indetto una riunione dei rappresentanti degli studenti e potrebbe essere elaborato un documento.