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Non solo il pignoramento della casa per il maxirisarcimento delle cause perse per diffamazione dall'Unitá: per l'ex direttore Concita De Gregorio è in arrivo una querela dallo studio di avvocati Macciotta di Cagliari.
Nel mirino le dichiarazioni rilasciate ad alcuni quotidiani da De Gregorio in merito ai circa 400mila euro richiesti dai vincitori dei procedimenti in giudizio proprio all'ex numero uno per il periodo in cui era al comando del giornale. Lo annuncia lo stesso avvocato Giuseppe Macciotta: il suo studio si è occupato delle querele ai giornalisti negli anni della gestione Nie. Il legale ha spiegato che l'eventuale risarcimento per le parole considerate diffamatorie sará devoluto integralmente all'organizzazione sindacale dei giornalisti per le iniziative assistenziali ritenute più opportune in materia di diffamazione a mezzo stampa.
Macciotta contesta innanzitutto la ripartizione di cui parla De Gregorio a corriere.it in caso di soccombenza nelle cause intentate da chi si ritiene diffamato. Lo studio spiega che la condanna è in solido e coinvolge editore, giornalista e direttore e non esistono suddivisioni di quote del 10 per cento per articolista e direttore e ottanta per cento per editore. Ma soprattutto l'avvocato cagliaritano contesta le frasi in cui De Gregorio dice di non essere stata chiamata a "produrre carte per un'adeguata difesa". Per Macciotta si tratta di parole "radicalmente inveritiere". E il legale spiega quando e in che modo De Gregorio sia stata informata. Sulla diligenza dello studio il legale sottolinea poi che su un totale di 92 procedimenti, 76 si sono conclusi positivamente. Per quanto riguarda l'ex direttore, continua lo studio, le vittorie sono state 45 su 55. 

La replica. ''Mi sarei aspettata da parte dello studio Macciotta un contributo al fondo per la tutela legale dei giornalisti che si trovano a pagare, oltre al loro , il debito dell'azienda. Aggiungere un'ulteriore querela è un gesto che si commenta solo'', precisa l'ex direttore Concita De Gregorio rispondendo allo studio di Cagliari che intende querelarla.
''Non ho mai rilasciato interviste ai quotidiani sulla vicenda, salvo qualche dichiarazione a Repubblica nella ricostruzione fatta della questione Unità'', spiega.
''Le frasi che mi si attribuiscono con fonte Corriere.it sono – aggiunge – un'anticipazione della puntata di Report che andrà in onda domani sera su Raitre e nella quale dico, sulla base delle sentenze in mio possesso, che il giudice scandisce sempre la responsabilità patrimoniale di giornalista, direttore e proprietà in una percentuale che naturalmente non è un'equazione matematica (80-1-1-0 era un esempio sottolinea) ma che è sempre molto più alta per la parte che compete l'editore''.
E ancora precisa: ''Non sono mai stata chiamata dall'ufficio legale dell'Unità nè personalmente dagli avvocati dal maggio 2011, data in cui ho lasciato il giornale, all'agosto 2014 in cui mi sono stati notificati i pignoramenti. In questi tre anni nessuno mi ha chiesto di mostrare documenti sulla base dei quali erano stati scritti gli articoli nè presentarmi in giudizio in eventuali udienze. Quindi ignoravo completamente l'esito delle vertenze che erano rimaste pendenti al momento della mia uscita dall'Unità. Non dubito – conclude – della diligenza dello studio Macciotta e confermo che la maggior parte della cause che riguardano la mia direzione sono state vinte''