Un gruppo di lavoratori precari delle Province (sia le quattro storiche che quelle soppresse) stanno manifestando davanti al Consiglio regionale per chiedere alla politica regionale di "prendersi le proprie responsabilità per non lasciare a terra nessun lavoratore".
Si tratta di circa 300 persone tra amministrativi e tecnici che operano all'interno degli enti con contratti interinali, a tempo determinato, Co.co.co e partite iva: alcuni di questi sono già scaduti, altri 130 scadranno tra maggio e giugno. Cgil, Cisl, Uil e Usb sollecitano la Giunta a prevedere risorse per prorogare i contratti sino al 31 dicembre e già domani, in Commissione Autonomia – presieduta da Francesco Agus (Sel) – ci sarà l'audizione dei precari.
Nel frattempo le Province stanno già stilando le liste di mobilità del personale dipendente e per la settimana prossima i sindacati attendono i dati sulle funzioni e sugli organici che verranno trasferiti dagli enti attualmente esistenti a quelli che dovranno esercitare le competenze delle ex Province.
"In questa fase della riforma – spiega Nino Cois della Cgil – occorre la copertura finanziaria per dare una garanzia a queste persone che lavorano nelle Province anche da 18 anni". Secondo Fulvia Murru della Uil, "la riforma non può lasciare per strada nessuno e i lavoratori i cui contratti sono scaduti devono essere ripresi".
Per Davide Paderi della Cisl, "serve una forte assunzione di responsabilità e della politica e non rinviare ai tempi della riforma un tema cosi importante e urgente". Infine Luca Locci dell'Usb ha osservato che "queste professionalità formatesi nelle Province non possono andare perse".
Regione Province, presidio dei precari in Consiglio: 300 posti a rischio
Province, presidio dei precari in Consiglio: 300 posti a rischio







