La delibera della Giunta regionale, che ha riprogrammato 1 milione e 600 mila euro di fondi comunitari, inizialmente destinati all'allestimento del Museo dell'identità nell'ex Mulino Guiso di Nuoro, in favore del Museo Tavolara, fa insorgere il territorio.
Il primo a intervenire è il presidente dell'Associazione del Distretto culturale del Nuorese, Agostino Cicalò: "Nel comprendere e condividere le necessità di spendere le risorse immediatamente disponibili, l'associazione chiede chiarimenti sulle motivazioni che hanno impedito alla Regione di provvedere nei tempi a spendere queste somme, e domanda quali siano gli orientamenti per la gestione della programmazione europea 2014-2020. Come sempre più spesso succede – attacca il presidente dell'associazione – le somme non spese nelle zone più deboli della regione vengono riprogrammate a favore delle zone meno deboli, ignorando i fatto il principio di perequazione nell'isola".
Sul tema interviene anche il presidente di Confindustria della Sardegna Centrale Roberto Bornioli: "Lo scippo dei fondi destinati al Museo dell'identità è l'ennesimo segno di disattenzione nei confronti del nostro territorio. A pochi passi dalla casa di natale di Grazia Deledda, l'ex mulino-pastificio della famiglia Guiso-Gallisai, che è anche il simbolo della rivoluzione industriale della nostra provincia. Un pezzo di archeologia industriale da rivalorizzare in chiave turistica".
Duro anche il deputato di Cd, Roberto Capelli: "Togliere a Nuoro i fondi europei destinati al Museo dell'Identità per assegnarli al Museo Tavolara di Sassari è una decisione che lascia senza parole. Mentre alla Camera finalmente siamo riusciti a portare all'attenzione del Parlamento e del Governo nazionale l'emergenza Sardegna, è inaccettabile che ci si debba difendere dal fuoco amico della Giunta regionale. Tra l'altro fra due settimane a Nuoro si vota e la città ha già abbastanza problemi per vedersi sottrarre 1,6 milioni di finanziamenti. Chi non ha visione politica e diventa un danno anziché valore aggiunto per la sua coalizione è meglio che rassegni le dimissioni. Ma anche il Presidente Pigliaru deve prestare attenzione a quello che approva la sua Giunta e soprattutto attivarsi per rivedere questa decisione inopportuna e sbagliata nel merito, nei tempi e nel metodo".
Firino. "Siamo perfettamente consapevoli della valenza storico-culturale del Museo e dei laboratori dell'Identità nell'ex Mulino Guiso Gallisai di Nuoro. Non esiste nessuna diminuzione né sviamento negli stanziamenti per questo straordinario bene identitario che è parte del Sistema regionale dei musei e stiamo agendo pertanto nel modo migliore per garantirne al più presto valorizzazione e fruibilità". Lo assicura il presidente della Regione Francesco Pigliaru, a proposito della delibera adottata ieri dalla Giunta regionale che ha riprogrammato 1 milione 600 mila euro in scadenza a dicembre 2015, previsto per un intervento impossibile da certificare entro quella data, e destinandolo alla valorizzazione ed al miglioramento della qualità dell'offerta culturale regionale.
"Abbiamo agito col buon senso: a causa dei tempi, quelle risorse non sarebbero state impegnate per l'allestimento del Musei Gallisai e sarebbero state perse", spiega l'assessore della Pubblica Istruzione e Beni Culturali Claudia Firino. "Con questa soluzione invece, non ci sarà alcuna interruzione per quanto riguarda il proseguimento dei lavori che saranno rendicontati nella programmazione 2014-2020, in qualità di progetto 'a cavallo'. Completati gli interventi strutturali, andremo avanti esattamente come previsto con l'allestimento – conclude l'assessore Firino – perché avremo le risorse della nuova programmazione, con lo stesso importo a disposizione".
Pittalis, Fi. "L'assessore Firino e la Giunta Pigliaru stanno portando avanti un cinico piano di desertificazione culturale e scolastica del nuorese". Lo dichiara, in una nota, Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.
"Lo scippo dei fondi destinati al museo Gallisa è l'ennesimo esempio di un atteggiamento predatorio nei confronti di un territorio che affida alla cultura le proprie possibilità di rinascita non solo economica, ma anche morale e culturale. Era il 14 gennaio 2014 – ricorda Pittalis- quando il presidente Pigliaru promise durante un comizio al teatro Eliseo che con lui la città sarebbe ripartita dalla cultura e dall'istruzione.
Parole e promesse vane come quelle ripetute dalla Giunta regionale durante la passerella nella nostra città nel dicembre scorso. Il bilancio di questo anno è un massacro delle realtà culturali, la chiusura delle scuole nei piccoli comuni, l'aumento delle tasse per gli studenti universitari.
All'assessore Firino rispondiamo che le lezioni sono finite: è tempo di esami e per quanto ci riguarda è stata bocciata e farebbe meglio a dimettersi".







