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L'infermiere sassarese di 37 anni che ha contratto il virus Ebola durante una missione di tre mesi in Sierra Leone come volontario di Emergency, vive a Cagliari e lavora per il 118. Per le tre persone che sono entrate in contatto con lui dopo il manifestarsi dei primi sintomi, è stato disposto un periodo di quarantena di 21 giorni. Si tratta dei parenti di cui l'infermiere è stato ospite dal momento del suo rientro al ricovero, avvenuto lunedì pomeriggio. Ma anche gli operatori del 118 che si sono occupati del suo ricovero sono tenuti sotto stretta osservazione. 

Arru: "Nessuna psicosi". "Nessuna psicosi, la situazione d'emergenza è stata gestita nel migliore dei modi, e l'infermiere che ha contratto il virus Ebola non è un untore, ma un serissimo e preparatissimo professionista che ha messo la propria competenza a disposizione di una popolazione deprivata, in cui il virus ha una rilevanza sociale drammatica". È l'invito alla calma che l'assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, rivolge agli addetti ai lavori e agli operatori dell'informazione.

"Abbiamo fatto un debriefing per tracciare e analizzare il suo percorso da quando è rientrato in Sardegna – ha spiegato Arru – per verificare con chi avesse avuto contatti quando il virus ha presentato i primi sintomi". Sino al momento in cui il paziente contagiato non presenta sintomi, la possibilità di diffusione del virus è irrilevante. È questo il motivo per cui l'unità di crisi che ha gestito le ore più calde dell'emergenza ha deciso che non fosse il caso di contattare, allertare e sottoporre a controlli tutte le persone che hanno viaggiato con lui nei due aerei utilizzati per rientrare ad Alghero". 

Ordine Medici. "Siamo vicini all'infermiere sassarese colpito dal virus dell'Ebola". La solidarietà viene dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo). "Ci auguriamo che possa avere lo stesso percorso di guarigione del nostro collega Fabrizio Pulvirenti – continua il comunicato firmato dalla presidente Roberta Chersevani -, ammalatosi lavorando anche lui in Sierra Leone per Emergency. Il nostro plauso va alla prontezza e professionalità dimostrate dal sanitario che, seguendo tutte le regole dei protocolli, ha deciso di autoisolarsi, subito dopo l'automonitoraggio dei sintomi che gli ha fatto sospettare il contagio. Prontezza e professionalità che fanno onore a tutti gli Infermieri, dei quali proprio ieri si celebrava la Giornata Internazionale".