La vertenza sulla crisi della televisione 5 Stelle Sardegna precipita: a due mesi della richiesta di concordato, ultimo spiraglio per il rilancio, in questi giorni sono partite le prime lettere di licenziamento a due giornalisti, un tecnico e al responsabile dell'alta frequenza. I dipendenti della tv di proprietà di Gianni Iervolino si trovano ormai da 11 mesi senza stipendio e da tempo hanno messo in piedi una serie di proteste, sino alla sospensione della messa in onda del telegiornale.
Oggi il personale e sindacalisti hanno convocato una conferenza stampa in cui si è lanciato forse l'ultimo appello.
Oltre alle lettere di licenziamento, altri cinque tecnici hanno presentato le loro dimissioni. All'incontro hanno partecipato la Cisl, con Alberto Farina, e l'Assostampa, col presidente Celestino Tabasso che ha dichiarato: "Ci opporremo in tutte le sedi alle lettere di licenziamento, moralmente giuridicamente e politicamente sbagliate. Cisl e Assostampa combatteranno insieme questa battaglia che avrà un unico sconfitto, e non sarà il diritto al lavoro". I dipendenti di 5 Stelle Sardegna, dopo lo smantellamento delle sedi periferiche, erano rimasti in 14 tra giornalisti e tecnici: sino all'ultimo hanno cercato di garantire la messa in onda del tg, nonostante da cinque anni lottassero con una grave crisi aziendale che li ha portati negli ultimi undici mesi a non vedere nè stipendio nè cig.
"È da mesi che parliamo con l'assessore Firino per riformare la legge 22, uno strumento che va aggiornato e rivisto", ha sottolineato Tabasso. E la Cisl ha lanciato un monito: "Bisogna prestare la massima attenzione – ha detto Albero Farina – per continuare a finanziar un editore di questo tipo".







