E' stato anche minacciato di morte Ninni Corda, il 41enne allenatore nuorese del Barletta tra i 50 arrestati oggi nell'ambito dell'inchiesta "Dirty Soccer" avviata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. Il nuovo scandalo coinvolge 34 società calcistiche indagate per un presunto giro di partite truccate di Lega Pro e Serie D. In Sardegna è la Torres a finire nella bufera per tre partite: avvisi di garanzia per il presidente Domenico Capitani e l'ex allenatore Massimo Costantino. Ma sono scattate anche le manette: i provvedimenti di fermo hanno colpito l'allenatore del Barletta, il nuorese Ninni Corda; l'ex direttore sportivo della Torres, Vincenzo Nucifora, e due cagliaritani, Mauro Ulizio, ex dg del Monza e il figlio Andrea, ex calciatore della Pro Patria.
Dalle intercettazioni contenute nelle oltre 1.300 pagine del provvedimento di fermo, risulta che Corda è stato minacciato per l'esito della partita Aversa Normanna-Barletta del 12 aprile.
Saltato l'accordo, due investitori maltesi e un cinese avrebbero perso 52mila euro. "Se non lo paghiamo…domani… io vengo lì per quello allenatore…", dice un maltese ad uno dei dirigenti della Vigor Lamezia, Felice Bellini, riferendosi proprio a Corda, ritenuto il responsabile della combine saltata. Per recuperare il denaro i due interlocutori si sarebbero quindi accordati per truccare la partita successiva, Barletta-Vigor Lamezia del 19 aprile.
Ma ad aver partecipato al "gioco sporco" delle partite truccate avrebbero partecipato anche il presidente della Torres Domenico Capitani, finito nel registro degli indagati, assieme all'ex allenatore della squadra Massimo Costantino. Come pure l'ex direttore sportivo, Vincenzo Nucifora, 70 anni, arrestato questa mattina. Il presidente della Torres respinge le accuse.
"Sul piano personale non ho assolutamente nulla da temere – spiega – perché nulla ho fatto. Sono nello stesso modo convinto dell'integrità del nostro ex tecnico, Massimo Costantino, sul quale metto la mano sul fuoco". L'inchiesta ha preso il via grazie alle intercettazioni di Pietro Iannazzo, ritenuto elemento di vertice dell'omonima cosca che opera a Lamezia Terme, arrestato giovedì 14 in una operazione della polizia.
Almeno tre le partite di calcio finite nel faldone dell'inchiesta della Procura di Catanzaro che riguarderebbero la Torres. Si tratta della gara vinta in casa 4-0 con la Pro Patria, della sconfitta per 3-0 contro il Monza e di una gara di Coppa Italia contro il Pisa. Per quella gara il presidente spiega che lo staff tecnico aveva deciso, "per motivi legati alla distanza del ritiro, di far giocare molti ragazzi della Berretti arrivati dalla Sardegna. In quest'ultima occasione tutti sapevano di questa circostanza e d'altronde era già successo l'anno prima, contro il Frosinone, quando perdemmo 5-1 con la squadra di ragazzi. E in estate, ancora in Coppa Italia".
Ma la ricostruzione dell'accusa è diversa: sul provvedimento è scritto che fu il ds dell'Aquila, Ercole Di Nicola, a contattare la dirigenza della Torres per combinare il risultato della gara col Pisa, con la collaborazione di Giuseppe Sampino, ex calciatore e oggi procuratore sportivo, "riuscendo ad averne la disponibilità a vendere il risultato dell'incontro". Di Nicola avrebbe messo a frutto la frode "vendendo il risultato artefatto dell'incontro ad un gruppo di scommettitori stranieri (serbi e sloveni)", dietro il pagamento di 20mila euro.
Uncategorized Scandalo scommesse, Ninni Corda minacciato di morte
Scandalo scommesse, Ninni Corda minacciato di morte







