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Non proprio un'emergenza ma nelle carceri sarde esistono molte criticità e potenziali rischi futuri dovuti all'importazione di modelli criminosi estranei alla cultura sarda. E' la fotografia degli istituti di pena di Uta (Cagliari), Massama (Oristano) e quello minorile di Quartucciu (Cagliari) scattata dalla deputata di Scelta Civica, Paola Pinna, che ha effettuato una visita ispettiva nelle tre realtà isolane, assieme a Maurizio Cuccu, responsabile dei giovani di Scelta civica in Sardegna.
"Esiste un problema di eventuali infiltrazioni criminali in Sardegna che possono condizionare l'ambiente esterno – ha spiegato – in primis deve essere garantito il diritto alle visite dei familiari e poi è sbagliato concepire la Sardegna come carcere naturale". Altre criticità riguardano il fatto che "le nuove strutture sono dispersive e ciò rende difficile accompagnare i detenuti alle varie attività di recupero. Ci sono celle da tre mentre mancano quelle singole per chi deve scontare l'isolamento notturno – ha aggiunto – inoltre la Polizia penitenziaria avrebbe bisogno di avere più personale per un maggiore presidio delle sezioni".
"La struttura di Quartucciu non è adatta per persone che si stanno ancora formando – ha infine osservato – mentre a Uta non è stato realizzata ancora l'ala per ospitare i detenuti in regime di 41 bis perché l'impresa è fallita e non si sa quando potranno riprendere i lavori".