Sì unanime dell'Aula della Camera a tutte le mozioni relative agli interventi in favore della Sardegna. Tutti i testi presentati dalle forze politiche sono stati approvati all'unanimità. Respinta, invece, la risoluzione presentata dalla Lega.
Sulla base dei testi approvati, relative tra l'altro alle servitù militari, alla crisi occupazionale e produttiva dell'Isola, alle calamità naturali abbattutesi sulla Regione, alle difficoltà nei collegamenti con l'Italia ed interni il Governo risulta impegnato: "A superare le criticità esistenti, tenendo nel debito conto gli interessi territoriali in base anche al principio della leale collaborazione tra enti e comunque nel pieno rispetto degli interessi di cui è portatrice la Regione autonoma della Sardegna; a prestare un'attenzione 'particolare' in termini di assunzione di responsabilità e di riconoscimento delle specificità della realtà e delle problematiche della Sardegna, affinché possano essere superate ed orientate ad una valorizzazione delle vocazioni principali dell'isola stessa; ad inserire nell'agenda dei lavori del Governo la questione Sardegna, anche attraverso l'istituzione di uno specifico tavolo di lavoro congiunto Stato-regione per l'esame urgente delle vertenze ancora aperte e per definire, in particolare, tutte le iniziative utili a garantire la loro risoluzione in tempi certi".
L'esito di questa mattina rinforza la posizione della Regione su tutti i tavoli di confronto aperti con il Governo. In particolare quello sull'insularità e sul deficit infrastrutturale, nodo della più ampia questione Sardegna su cui questa Giunta ha intrapreso un confronto molto serrato i cui risultati attendiamo già dal prossimo settembre". Così il governatore Francesco Pigliaru commenta il sì unanime dell'Aula della Camera a tutte le mozioni relative agli interventi in favore della Sardegna.
"Il lavoro con il Governo, dal carattere pratico e operativo, e quello dei parlamentari, converge lungo una stessa traiettoria. Ciò conferma che i tempi sono maturi per pretendere la risoluzione dei problemi che da sempre condizionano le potenzialità di sviluppo e benessere della Sardegna" continua il presidente spiegando che l'insularità deve diventare un valore positivo legato alla qualità della vita e alle opportunità che l'isola è in grado di offrire, una volta superati gli svantaggi geografici e infrastrutturali.
Pigliaru – che oggi a Bruxelles ha partecipato alla riunione del Comitato delle Regioni in qualità di Presidente della commissione Enve – ha ringraziato le forze politiche della maggioranza e dell'opposizione "per aver posto la Sardegna all'attenzione del Parlamento. Le mozioni approvate oggi dalla Camera, che si aggiungono a quelle già vagliate in precedenza dal Senato, sottolineano ancora una volta – conclude – l'importanza dei temi in gioco,attestata anche dall'approvazione unanime dei deputati e dal parere favorevole del Governo".
"Il Parlamento ha approvato all'unanimità e con il parere favorevole del Governo le mozioni che riguardano la cosiddetta Vertenza Sardegna. Si tratta di un fatto positivo per la nostra Isola e per le numerose vertenze che caratterizzano i territori", lo ha dichiarato il deputato Emanuele Cani (Pd), per il quale "la Sardegna da tempo deve fare i conti con una serie di situazioni che necessitano soluzioni con atti concreti importanti. Dalla disoccupazione alle persone costrette a vivere con gli ammortizzatori sociali, dalle vertenze industriali ancora aperte all'approvvigionamento energetico per il mondo produttivo, alle infrastrutture, compreso il sistema dei trasporti e dei collegamenti".
"Le promesse del presidente Renzi nella sua visita elettorale ad Olbia pochi giorni fa sono importanti, ma considero ancora più importante il voto di oggi della Camera con l'approvazione senza modifiche e all'unanimità della mia mozione sul caso Sardegna, l'unica approvata in pieno, senza modifiche dal Governo stesso", lo ha detto Roberto Capelli, vice capogruppo alla Camera di "Per l'Italia – Centro Democratico", primo firmatario della mozione che impegna il Governo ad affrontare "l'emergenza Sardegna".
"Davanti all'ennesimo inganno dello Stato verso la Sardegna non resta che la clava del referendum per l'autodeterminazione del Popolo Sardo. Se questo Stato e questi governi continuano a sfuggire alle responsabilità verso i diritti dei Sardi e della Sardegna non resta che promuovere un referendum perché i Sardi decidano se stare o meno in questo Stato", lo ha detto il deputato di Unidos Mauro Pili intervenendo in dichiarazione di voto sulle mozioni sulla Vertenza Sardegna.
"L'assenza totale di impegni verso le questioni sostanziali, un governo che rimanda dopo le ferie le vertenze dei lavoratori di Alcoa e non solo, un presidente del Consiglio che giunge in Sardegna solo per gli affari di qualcuno è la più evidente dimostrazione che abbiamo a che fare con un governo strabico che inganna la Sardegna e i Sardi. Per questa ragione – ha sottolineato Pili – ho chiesto di poter votare la mia risoluzione in due parti, la prima sugli impegni concreti e la seconda sul referendum per l'autodeterminazione del Popolo Sardo. Il governo ha espresso parere contrario sia sulla prima parte che soprattutto sulla seconda. E' evidente che dinanzi a proposte dettagliate, concrete e puntuali il governo sfugge, così come si oppone ad una procedura democratica che punta al referendum per l'autodeterminazione del Popolo Sardo. Gli oltre 100 voti attribuiti alla mia risoluzione e la sottoscrizione in blocco della Lega dei Popoli sono un passo importante per costruire una sfida democratica per la libertà della Sardegna".
"E' la geografia della Sardegna, il suo essere isola che ci rende disponibili e pronti a divenire snodo strategico di connessione tra il nord Europa e la sponda sud del Mediterraneo. E' questo il senso della mozione Pd che chiede al Governo di lavorare per strutturare e potenziare i naturali corridoi fisici della Sardegna. Questo anche per non dover rinunciare ai 26 milioni di euro di finanziamento Ue da usare entro il 2020. Nella mozione chiediamo che l'Isola diventi un laboratorio di sperimentazione di fonti energetiche e la restituzione di parte del territorio oggi sotto servitù militari", lo ha dichiarato la deputata Romina Mura in aula durante la dichiarazione di voto della mozione Pd.







