Implementare i sistemi di videosorveglianza con l'appoggio delle polizie municipali, aumentare i controlli e collaborare con le forze dell'ordine per arrivare all'identificazione degli autori degli attentati e delle intimidazioni agli amministratori locali. Sono alcune delle misure concordate questa mattina in Prefettura a Cagliari per contrastare l'escalation di violenza contro i sindaci dell'Isola.
La riunione di coordinamento rientra nell'attuazione del protocollo di legalità siglato il 4 marzo scorso durante la visita a Cagliari del ministro Alfano. Ai Comuni è stato quindi chiesto di incrementare i sistemi di videosorveglianza e di potenziare la presenza dei vigili urbani. Le riprese, è stato spiegato, sono fondamentali per il lavoro degli investigatori: è grazie alle telecamere che spesso vengono smascherati gli attentatori.
E dovranno anche aumentare i controlli: il Questore e il comandante provinciale dei Carabinieri e della Guardia di finanza si sono già mossi in tal senso. I reati, è stato ricordato, sono in calo del 13 per cento in provincia di Cagliari, ma preoccupano i ripetuti episodi di violenza contro i pubblici amministratori che rischiano di destabilizzare il clima in molti comuni dell'Isola. Soprattutto in queste ultime settimane, segnate da una campagna elettorale infuocata e dal bis dei ballottaggi del 14 giugno prossimo.
In questo contesto anche l'apporto dei cittadini può fare la differenza: per questo è stata chiesta la collaborazione di tutti i cittadini per facilitare le attività investigative. "Ma c'è bisogno anche della collaborazione delle vittime – ha sottolineato il questore Filippo Dispenza – anche i minimi particolari, quelli più insignificanti possono essere importanti, perché come ho già detto in passato, gli attentati non nascono per caso, sta a noi individuarli grazie alla collaborazione di tutti".
Alla riunione hanno partecipato tutti i vertici delle forze di polizia, i rappresentati della Regione, dei Comuni e dell'Anci.
Richieste precise al Governo e alla Regione per mettere fine agli attentati contro gli amministratori locali in Sardegna. Le ha messe nero su bianco il presidente dell'Anci, Pier Sandro Scano, in due lettere inviate al ministro dell'Interno Angelino Alfano e al governatore Francesco Pigliaru al termine della riunione di coordinamento, in Prefettura a Cagliari, per affrontare l'ultima escalation di violenze in molti comuni sardi e verificare l'attuazione del protocollo sulla legalità firmato a marzo proprio con Alfano.
Sul piatto due richieste: alla Regione di approvare un piano straordinario per finanziare l'acquisto di nuovi impianti di videosorveglianza nelle città e nei paesi dell'Isola, al Governo di varare un nuovo Piano operativo nazionale (Pon) sulla sicurezza per implementare il controllo del territorio con l'ausilio di telecamere e potenziare i servizi di intelligence.
"I tagli ai trasferimenti – spiega Scano nella lettera a Pigliaru – impediscono ai Comuni l'utilizzo di risorse proprie per un intervento, come quello della videosorveglianza, non più rinviabile. Chiediamo che il piano sia approvato è finanziato in tempi rapidi".
Ad Alfano l'Anci ricorda gli ultimi attentati al Municipio di Quartu e le auto incendiate a Desulo definendoli "atti che incidono negativamente non solo sul libero esercizio del mandato elettivo conferito ai sindaci colpiti, ma costituisce un segnale negativo e distorsivo del generale sentimento di fiducia verso le pubbliche istituzioni".
Il presidente dell'associazione dei Comuni sardi, apprezzando il lavoro svolto dalle forze di polizia, reputa che debba ora essere "sostenuto da un rafforzamento delle misure operative già previste: implementazione del controllo del territorio anche attraverso il ricorso a sistemi tecnologici di vigilanza (prevedendo un nuovo PON sicurezza) e il potenziamento dei servizi di intelligence, sia in relazione alla prevenzione che alla repressione dei reati. I sardi si chiedono, con motivata preoccupazione – sottolinea ancora Scano nella lettera al ministro – perchè non un solo autore di tali atti venga individuato è assicurato alla giustizia".







