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Può un giudice italiano appellarsi alla giurisprudenza della Corte costituzionale tedesca per dichiarare legittima la soglia di sbarramento delle legge elettorale con la quale sono stati eletti il presidente della Regione e il Consiglio regionale in carica? Secondo il giudice Andrea Bernardino del Tribunale civile di Cagliari evidentemente sì, visto che lo ha fatto con un'ordinanza che in sostanza annuncia la bocciatura della richiesta del movimento indipendentista Meris di sottoporre la Statutaria sarda al giudizio della Corte Costituzionale. Secondo il presidente del movimento indipendentista Meris, Salvatore Meloni, sicuramente no.

"Mai e poi mai avrei pensato di svegliarmi una mattina e scoprire che la Sardegna era stata annessa alla Germania", ha spiegato "Doddore" Meloni nel corso di una conferenza stampa tenuta a Oristano in piazza Eleonora da lui ribattezzata per l'occasione piazza Angela Merkel. Il passaggio contestato da Meloni è alle pagine 2 e 3 dell'ordinanza. Dopo aver rilevato che la soglia di sbarramento del 5% è prevista dall'ordinamento della Repubblica Federale Tedesca per l'elezione del parlamento (Bundestag), che tale soglia è stata giudicata legittima in più occasioni dalla giurisprudenza della Corte costituzionale tedesca (Bundesverfassungsgericht), che la stessa Corte ha motivato tali decisioni sulla base del principio per cui le elezioni devono dotare lo Stato di organi in grado di operare, cioè di un Parlamento che sia in grado di costituire un governo e di legiferare, il giudice Bernardino conclude infatti "che tali principi possono evidentemente applicarsi al Consiglio regionale della Sardegna" e perciò ritenuta "la causa matura per la decisione" ha fissato l'udienza del 3 luglio 2015 "per la precisazione delle conclusioni".

L'avvocato Puddu si è limitato a definirla "una cosa mai vista prima". Meloni è andato decisamente oltre: "temo che il giudice Bernardino abbia solo voluto allungare i tempi costringendoci ad andare in appello per consentire così alla Giunta Pigliaru di continuare a governare, cosa che non sarebbe possibile se la Corte costituzionale decidesse subito la incostituzionalità delle legge Statutaria".