Un test su novantacinque mamme. E l'ottantacinque per cento di loro è rimasta soddisfatta: lavare in casa i pannolini del bambino è stata una bella esperienza.
Questa la risposta alle domande di un questionario somministrato al termine di un progetto durato due anni, "Babi, bene a basso impatto", azioni dimostrative di acquisto e consumo sostenibile, promosso dall'Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari.
Sono gli ecobebè: un kit di panno, mutandina e maglietta che non si butta. Alternativo ai prodotti usa e getta. Buoni per la salute del bambino e per l'ambiente. "L'utilizzo degli ecobebè – ha detto Gian Benedetto Melis, direttore del Dipartimento Materno Infantile e della Clinica Ostetrica e Ginecologica durante la presentazione dei risultati del test – unito all'allattamento materno ha fatto registrare una diminuzione delle allergie del neonato. Ma anche sotto il profilo dell'impatto ambientale il vantaggio è evidente dal momento che stiamo parlando di prodotti in fibre naturali e biodegradabili".
Un discorso che va inquadrato in un contesto più ampio. "Il ritorno alla naturalità non è fine a se stesso – ha spiegato Melis – Supportato dalle nuove conoscenze e dalle nuove tecnologie che abbiamo a disposizione anche a Cagliari, garantisce sicurezza e rientra in una visione più umana della nascita. Con la possibilità per il bambino di respirare attaccato alla pelle della mamma in un ambiente bello e familiare per il neonato e per la famiglia".







