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Si è conclusa a fine mattinata la protesta dei migranti asserragliati da due giorni sui pullman che li avevano trasferiti da Alghero ad una frazione di Sassari, ma che si rifiutavano di prendere posto nell'agriturismo individuato dalla Prefettura. Dei 116 richiedenti asilo politico i 40 che avevano trascorso la seconda notte in pullman sono andati via e per loro si sta cercando una nuova sistemazione.
Nel frattempo rivolta anche a Valledoria: i profughi protestano per il poco cibo e di scarsa qualità. 

Cessata la protesta a Palmadula, frazione di Sassari, ora l'attenzione si sposta a Valledoria, nel nord Sardegna, dove altri 88 richiedenti asilo politico, ospitati in un'ex casa di riposo, da giorni si lamentano perché il cibo è poco e di scarsa qualità. E in più – sostengono i migranti – dopo un mese non hanno ancora visto un centesimo dei 2,50 euro che dovrebbero ricevere ogni giorno.
In cambio ricevono, in realtà, un buono pasto dello stesso importo, ma i migranti lamentano che a Valledoria è utilizzabile in un solo esercizio commerciale.
Davanti alla rivolta, gli abitanti di Valledoria non sono rimasti insensibili: in tanti hanno provveduto a donare cibo e bevande ai migranti. Anche il sindaco di Valledoria, Salvatore Terzitta, che aveva protestato per l'arrivo dei migranti senza un'adeguata organizzazione, segue la vicenda con attenzione. "I ragazzi si sono lamentati già da venerdì – spiega il primo cittadino – per la qualità del cibo che non era stato refrigerato. Ma oltre che della qualità si sono lamentati anche della quantità".