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Intensifica gli investimenti in dispositivi a protezione della salute e dell'ambiente la Saras nel tentativo di ricucirsi l’abito della buona reputazione: la Sarlux coprirà le vasche che contribuiscono a generare emissioni diffuse, installerà un sistema di sigillatura dei "tubi di calma" e sostegni nei serbatoi a tetto galleggiante e porterà  a termine il completamento delle "doppie tenute" sulle 229 pompe che movimentano benzine.

Lo hanno annunciato i vertici della società che ieri sera hanno illustrato alla Commissione Ambiente del Comune di Sarroch performance ambientali, attività in corso e piani di sviluppo, in risposta alle lamentele dei cittadini che il 5 giugno si erano riuniti in assemblea a Sarroch – alla presenza del primo cittadino Salvatore Matta e delle associazioni a tutela della salute e dell’ambiente Aria Noa e Salva il mare – per fare il punto sulla situazione inquinamento giudicata “al limite della sopportazione a causa delle forti emissioni”.

 “Non abbiamo un controllo diretto dei valori delle polveri sottili e della qualità dell’aria e delle falde acquifere –  aveva denunciato durante l’assemblea Claudio Mallus, coordinatore Aria Noa –  è tutto un segreto, ci sono le centraline ma la popolazione è all’oscuro di cosa segnino. In altre città, che hanno problemi di inquinamento, le centraline trasmettono in tempo reale la situazione ambientale in pannelli luminosi situati in più parti nel territorio, qui no. E’ sempre un segreto”.

"Non esiste una tecnologia che dia una misura oggettiva dell'impatto olfattivo – replica a distanza di una settimana Walter Cocco, responsabile "Health, Safety, Environment" Sarlux-  ma la causa più probabile dell'odore – ha aggiunto –  può essere riconducibile alle cosiddette 'emissioni diffuse', da tempo oggetto di attenzione da parte dell'azienda”.

Una soluzione “tampone” nel tentativo di arginare il malcontento della popolazione secondo Teresa Perra, abitante di Sarroch e presidente Aria Noa: “Se le coperture di cui parlano – dichiara – servono a ridurre gli odori è un conto, ma come cittadini vorremmo essere informati su cosa stiamo respirando, non basta più che ci dicano state tranquilli, non accettiamo più tutto questo riserbo sulle centraline, che ce le facciano vedere e ci dicano cosa entra nei nostri polmoni”.