In piazza a Cagliari per far conoscere i pericoli dell'ictus, migliorare le condizioni di vita di chi è stato colpito dalla patologia e dare una mano ai familiari dei pazienti. Medici e volontari a disposizione per tutta la mattinata in piazza del Carmine, dalle 8.30 alle 13. I dati sono preoccupanti: ogni anno nel mondo, sono 6 milioni le persone che muoiono di ictus.
In Europa, con 11 milioni di casi, l'ictus rappresenta la prima causa di disabilità mentale ed è la terza causa di morte.
In Italia ogni giorno l'ictus colpisce circa 660 persone. Ogni 20 secondi una persona è colpita da ictus cerebrale e ogni anno a causa di questa patologia, muoiono circa 650.000 persone. In realtà, l'ictus è responsabile di più decessi di Aids, tubercolosi e malaria messe insieme.
La campagna e la giornata di domenica mirano a ridurre l'impatto dell'ictus agendo su sei punti: conoscere i fattori di rischio personali – pressione alta, diabete e colesterolo alto, essere fisicamente attivi ed esercitarsi regolarmente, evitare l'obesità attraverso una dieta sana, limitare il consumo di alcol, evitare il fumo di sigaretta, imparare a riconoscere i segni premonitori di un ictus e come comportarti.
"Importante – spiega Bonny Alcioni, presidente di Alice Cagliari – riconoscere subito la patologia, anche da parte dei medici delle ambulanze, per individuare immediatamente la struttura in grado di aiutare il paziente". A Cagliari è presente al Brotzu una "Stroke Unit", un reparto specializzato per questo tipo di patologia. Ma l'associazione cerca anche una sede: "Fondamentale – sottolinea Alcioni – per far incontrare i malati tra loro. E anche i familiari: una 'casa comune' per confrontare esperienze e aiutarsi reciprocamente a trovare delle soluzioni".
Una giornata, quella di domenica 14, non solo di informazione. "Qualche anno fa – racconta la presidente di Alice – una donna chiese aiuto ai medici proprio durante la manifestazione illustrando alcuni sintomi sospetti. Gli specialisti, intuendo la gravità della situazione, consigliarono l'immediato ricovero: la paziente si salvò giusto in tempo. E qualche tempo dopo venne a ringraziarci". Servono anche fondi.
Al momento, con le risorse del 5×1000, è in corso un progetto che ha realizzato l'erogazione di oltre 1.250 ore tra fisioterapia per i malati e sostegno psicologico ai familiari che subiscono lo stress della loro gestione, contribuendo così ad attenuare nelle famiglie il senso di solitudine e abbandono.







