"Sempre più urgente l'istituzione di un Assessorato regionale alla Famiglia e al welfare. Il 13,9% dei bambini e ragazzi sardi vive in famiglie dove nessuno dei componenti lavora. Nella prossima riforma-riorganizzazione della Regione sarebbe opportuno che l'articolazione della Giunta prevedesse un Assessorato alla Famiglia e al welfare", lo ha detto la segretaria generale della Cisl, Oriana Putzolu.
"Una innovazione istituzionale da preparare con una Conferenza regionale sulla famiglia, un confronto a tutto campo – ha aggiunto Putzolu – per individuare di politiche finalizzate a stabilizzare il benessere familiare. La rinascita della Sardegna ha due passaggi obbligati: famiglia e lavoro. Sono questi i principali temi da mettere al centro dell'azione del governo Pigliaru. Se la famiglia soffre – oggi in Sardegna sono 173.000 i nuclei familiari in sofferenza economica e l'incidenza della povertà riguarda 24 famiglie su 100 – è in difficoltà tutta l'economia. Anche il progressivo spopolamento della Sardegna si può fermare solo con adeguate politiche per il lavoro e per la famiglia".
Sulla base della rilevazione delle forze di lavoro dell'Istat, nel 2014 la quota delle famiglie dove nessun componente aveva un lavoro – ha sottolineato la Cisl – era pari in Sardegna al 23,6%. Dal 2009, anno in cui gli effetti della crisi economica sono ricaduti pesantemente sul mercato del lavoro, la quota delle famiglie senza lavoro in Sardegna è cresciuta di 6,3%. "La crisi ha inoltre deteriorato le condizioni occupazionali delle famiglie sarde dove almeno un componente ha conservato un impiego. Come rileva Bankitalia nell'ultimo rapporto, tra il 2007 e il 2012 i redditi familiari si sono ridotti in Sardegna del 10,4% a prezzi costanti. Al calo dei redditi familiari ha contribuito – ha precisato il sindacato – la decisa flessione di quelli da lavoro (-19%) in connessione con il calo dell'occupazione e del reddito medio degli occupati, diminuito del 17,3%".
"Con questa situazione del lavoro, anche quella finanziaria della famiglia non può che essere negativa. Nel 2013 il 32,3% delle famiglie sarde era indebitata per un mutuo o per credito al consumo. I sacrifici della famiglia hanno consentito alla Sardegna – ha concluso Putzolu – di resistere alla crisi. La fuga dei giovani (oltre 20 mila in tre anni) è il segnale che anche la famiglia sta cedendo. La Giunta Pigliaru deve intervenire".







