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possibile vincere una partita di una serie finale dei playoff senza segnare (quasi) mai da tre? No, evidentemente. Ma la Dinamo Sassari ci ha provato a Reggio Emilia, in una gara 5 di finale dove la banda scavezzacollo di Meo Sacchetti ha provato a buttare all'aria un altro dei sacri teoremi della pallacanestro. Alla fine gli è andata male: ha perso 71-67 una partita che ha provato a far sua occupando militarmente l'area pitturata, con Sanders (19 punti) e soprattutto Lawal (17 e 21 rimbalzi), ma sparacchiando a salve dalla lunga, contro il muro di un quintetto deciso e organizzato, dove il primo canestro da tre è arrivato solo a tre minuti dalla sirena.
Reggio Emilia invece ha vinto la quinta partita di una serie ancora una volta equilibratissima, mantenuto inalterato il fattore campo e mercoledì va in Sardegna per provare a prendersi là il primo scudetto della sua giovane storia. La quinta battaglia, una partita poco spumeggiante, ma non per questo poco spettacolare, dove le tossine di questi tiratissimi playoff hanno cominciato a farsi sentire, Reggio Emilia l'ha vinta come sa. Ponendo la cooperazione al centro della propria filosofia e facendo imbizzarrire l'avversario con delle zone sartoriali che Menetti è stato maestro nel cucire addosso alla Dinamo Sassari.
E lasciando cantare, uno per volta, ma il meno possibile per risparmiare il fiato, i propri solisti che in questi playoff si stanno esaltando. Polonara e Silins su tutti, rispettivamente a 13 e 14 punti, ma senza dimenticare l'esperienza di Kaukenas, enciclopedico. Che ne ha messi dieci, ma li ha messi quando servivano, ovvero quando sotto canestro, i sardi, soprattutto con Lawal, facevano quello che volevano, sfruttando anche l'assenza di un Lavrinovic a mezzo servizio, in campo solo per 4 minuti ed in forte dubbio per il prosieguo della serie.
Il tempo per godersi la vittoria o la sconfitta, ovvio, non c'è. E a pensarci bene non c'è nemmeno il tempo per mettersi a pensare cosa è andato o cosa non è andato e provare a cambiare qualcosa. Mercoledì sera si torna in campo a Sassari: la Reggiana proverà a piazzare il break e vincere in trasferta lo scudetto, la Dinamo a impattare nuovamente la serie e giocarsela nell'eventuale gara-7, di nuovo a Reggio.
La saga, infatti continua, senza riprendere fiato. I puristi del basket forse storcono un po' il naso, ma i playoff 2015 continuano a divertire con agonismo, colpi di scena e grande equilibrio. Con l'impressione che ogni particolare possa essere quello che decide lo scudetto. E la cura di ogni particolare è la cosa che fa la differenza fra le buone squadre e le squadre che vincono. 

Grissin Bon Reggio Emilia batte Banco di Sardegna Sassari 71-67 (18-15, 38-31, 52-51), in Gara-5 della finale scudetto della Serie A di basket e si porta in vantaggio per 3-2. Reggio Emilia: Cinciarini 9, Kaukenas 10, Silins 14, Polonara 13, Chikoko 4, Lavrinovic 2, Diener 3, Dalla Valle 10, Pini ne, Stefanini ne, Rovatti ne. All.: Menetti.
Sassari: Dyson 12, Logan 2, Sanders 19, Kadji 2, Lawal 17, Brooks 6, Sosa 9, Devecchi, Formenti, Sacchetti, Vanuzzo ne, Chessa ne. All.: Sacchetti.
Arbitri: Taurino, Lanzarini e Sabetta.
Note: tiri liberi, Reggio Emilia 15/21 e Sassari 9/12. Tiri da tre: Reggio Emilia 8/27, Sassari 2/25. Rimbalzi: Reggio Emilia 37, Sassari 43. Uscito per falli 39'59" Logan. Spettatori 3.500 circa.