Per l'omicidio dell'operaio Sergio Tronci, bruciato vivo in auto, l'accusa ha chiesto l'ergastolo. E' il secondo dopo quello che Niveo Batzella ha già ricevuto per l'assassinio dell'imprenditore Gianluca Carta.
Davanti ai giudici della Corte d'Assise di Cagliari il pm Rossana Allieri ha sollecitato il massimo della pena per il presunto capobanda accusato, in concorso, dell'omicidio dell'operaio della Vesuvius, Tronci, massacrato di botte e poi trovato carbonizzato nel bagagliaio della sua auto a Ortacesus (Cagliari) nel 2004.
Per quello stesso reato lo scorso anno il Gup aveva condannato a 16 anni di reclusione il nipote Gianfranco Batzella, e a sei anni e 8 mesi la convivente di Niveo, Lucia Pitzalis, amante di Tronci che aveva attirato nella trappola mortale l'operaio. Niveo, già condannato in primo grado ad un altro ergastolo, sempre questa mattina è stato anche condannato a 15 anni per il tentato sequestro di persona a scopo di estorsione dell'imprenditore caseario Alessandro Podda.
Il pm Allieri oltre all'ergastolo per l'omicidio Tronci ha anche sollecitato la condanna di Batzella, difeso dall'avvocato Riccardo Floris, a 10 anni per i maltrattamenti e le continue vessazioni a cui avrebbe costretto la compagna Lucia Pitzalis negli anni di convivenza.







