Nulla contro l'Atalanta: i rapporti sono più che buoni. E infatti il Cagliari, nella lettera spedita ai vertici del calcio italiano di cui dà oggi notizia il quotidiano 'La Repubblica', non nomina mai la società orobica. Ma il club rossoblù chiede chiarezza e risposte. Vuol sapere insomma se, sulla base delle indagini in corso sul campionato 2011 che coinvolgono tesserati dell'Atalanta, il Cagliari dovrà giocare il prossimo torneo in A o in B.
Perché? Non tanto perché è più bello giocare con Juventus o Roma. Ma perché un conto è programmare una stagione nella massima serie e un altro è preparare squadra e strategie per la cadetteria. Una questione che muta radicalmente le impostazioni di mercato, queste le ragioni della lettera secondo il club. Ma anche che stravolgerebbe altri due punti chiave della programmazione: campagna abbonamenti e sponsorizzazioni.
Sorte del Cagliari appesa ai tempi della giustizia: se la sentenza e le eventuali penalizzazioni dovessero arrivare prima dell'inizio del campionato il club rossoblù potrebbe essere ripescato al volo. Speranze che naturalmente tramonterebbero nel caso in cui il verdetto dovesse iniziare a torneo già avviato.
Lo scorso campionato di A si era concluso con un distacco tra Atalanta, quartultima, e Cagliari, terzultimo e quindi retrocesso, di appena tre punti. L'incognita a questo punto riguarda insomma, oltre il quando, anche il "quantum" dell'eventuale penalizzazione.
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Scommesse, Cagliari chiede chiarezza: “Giocheremo in A o in B”?







