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Nel 2014 l'indice di povertà in Sardegna è rimasto inalterato, 15,1% come nel 2013 "ma questo non significa che la povertà sia diminuita". Lo sottolinea la segretaria generale della Cisl sarda, Oriana Putzolu, commentando gli dati dell'Istat.
"Al conto mancano diverse migliaia di giovani, che ancora non fanno famiglia a sé, partiti verso altre regioni d'Italia e d'Europa alla ricerca di un posto di lavoro – spiega – Non si calcola neppure il fenomeno di due e anche tre generazioni, nonno, figlio e nipote, costretti a vivere aggrappati al reddito da pensione del più anziano".
Secondo la Cisl, la povertà in Italia, nel 2014 calcolata sulle spese delle famiglie, "non quantifica altri effetti dovuti alla mancanza di lavoro, principale causa della povertà: l'invecchiamento della popolazione, il fatto che oltre il 60% dei giovani tra 18 e 34 anni viva con i genitori, la continua crescita del numero delle famiglie con un solo figlio (45,2% nel 2012 contro 42,5 % nel 2007) e la diminuzione delle famiglie con 3 e più figli (14,1% nel 2008 e 10,5 % nel 2012)".
"Unici strumenti di contrasto – indica Putzolu – sono le politiche per il lavoro e il rilancio dell'occupazione dovuto a un nuovo sviluppo regionale. La Cisl non conosce altre ricette di successo contro la povertà".