E' rimasto in ospedale dalle 10 alle 17, orario in cui dopo la visita è stato dimesso, ma insieme a lui a fare la fila al Pronto soccorso del Santissima Trinità c'erano tante altre persone che hanno atteso molto di più, oppure hanno scelto di andare via. Racconta la sua "odissea" Enrico Bernardi, 64 anni, noto in città per le sue plateali proteste in Comune o all'ufficio di collocamento, alla ricerca di un lavoro.
"Sono arrivato all'ospedale Santissima Trinità alle 10 di ieri mattina – racconta al telefono Bernardi – mi hanno dato un codice verde e ho iniziato la mia attesa. Accanto a me c'era un ragazzo arrivato alle 8.15, accusava un problema alle gambe, poi c'erano altre persone tra cui una ragazza".
Dopo molte ore di attesa alcuni hanno scelto di andare via.
"Alle 14 il ragazzo accanto a me è andato via – racconta ancora Bernardi – doveva andare al lavoro, altrimenti avrebbe perso il posto. Quando è andato via sembrava trascinare le gambe, mi ha detto che avrebbe chiamato l'ambulanza così evitava attese così lunghe. Altre sei persone sono andate via. Io sono stato visitato poco prima delle 17 e poi sono stato dimesso. Stavano per dimettere anche una ragazza che era con me dalla mattina".
E Bernardi si interroga sul perché di una così lunga attesa.
"Capisco tutte le urgenze ed è giusto che chi è più grave venga visitato subito – sottolinea – ma credo che l'attesa sia stata veramente lunghissima, forse ci si potrebbe organizzare in maniera diversa".
Bernardi era andato in ospedale per una tumefazione alla gamba a seguito di una caduta per la quale gli era stato riscontrato anche un trauma cranico. "Dovrò tornare tra venti giorni, ho la gamba gonfia dal ginocchio alla caviglia".
Attualmente sta scontando un mese agli arresti domiciliari per interruzione di pubblico servizio per aver fermato la seduta del Consiglio comunale. Ha lavorato fino a novembre ed è attualmente disoccupato.
La replica. "Sette ore di attesa al Pronto Soccorso? Sì è vero, ma quello era un classico caso di accesso improprio". Lo fanno sapere i medici del reparto dell'ospedale Santissima Trinità di Cagliari dopo la denuncia di un paziente, Enrico Bernardi, entrato ieri alle 10 per una tumefazione alla gamba e uscito solo alle 17 dopo la visita.
I sanitari del Pronto Soccorso spiegano che l'uomo aveva solo bisogno di ghiaccio, la sua non era una vera emergenza: per questo la lunga attesa. Quello degli accessi impropri è un problema che da tempo la Asl 8 cerca di affrontare con una campagna di informazione ai cittadini, una sorta di decalogo per dare chiare indicazioni su come utilizzare il servizio di Pronto Soccorso. Chi non ne ha effettivamente bisogno, di fatto rallenta tutto il lavoro, allungando i tempi di attesa anche di chi non può proprio fare a meno di cure urgenti.







