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Nuova vita al castello medievale di Bosa, antica città regia sulla costa occidentale della Sardegna, e nuova vita anche al porto fluviale sul Temo, unico in Sardegna e risorsa indispensabile per un centro che vive molto di pesca e di turismo.
Tutto questo grazie a due interventi di Enel Distribuzione che è riuscita a conciliare l'esigenza di rispettare due siti oggetto di tutele culturali e ambientali con la necessità di fornire tutta l'energia di cui aveva bisogno il quartiere più caratteristico della città e la sua infrastruttura più importante. I due interventi, il primo già completato in tempi record, il secondo in corso d'opera, sono stati presentati questo pomeriggio nel corso di un incontro ospitato nell'aula consiliare del Comune.
"Siamo orgogliosi di questo risultato e grati all'Enel per il lavoro che ha fatto e che sta facendo per Bosa. Sono forse opere poco appariscenti ma indispensabili per il buon funzionamento del porto e per la valorizzazione del castello edificato dai marchesi Malaspina sul colle di Serravalle a partire dal 1112", ha detto il sindaco della città Luigi Mastino. "Era nostro dovere farlo, come concessionari del servizio di distribuzione dell'energia elettrica, ma il buon risulto ottenuto in tempi molto brevi è frutto della sinergia e della collaborazione di tutti gli enti e le istituzioni interessate", ha risposto il responsabile della Macro Area Centro di Enel Distribuzione Eugenio Di Marino.
"Interventi di questo tipo hanno costi superiori, ma ne vale la pena quando si tratta di migliorare il servizio garantendo il rispetto dei luoghi", ha spiegato ancora il responsabile della Rete Sardegna di Enel, Gino Celentano. I dettagli tecnici dei due interventi sono stati illustrati dall'ingegner Roberta Massidda, del dipartimento Enel Distribuzione Nuoro Oristano.
"Entrambi – ha sottolineato – sono stati pensati con l'obiettivo di offrire un servizio migliore minimizzando l'impatto visivo e ambientale. Nel caso del castello abbiamo dato a un intero quartiere tutta l'energia di cui aveva bisogno, 250 kilovoltampere, rendendo praticamente invisibili la cabina di trasformazione e il cavidotto. Per il porto, invece, abbiamo eliminato un chilometro di linea aerea e i 17 tralicci che la sostenevano".