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Il latte dei pastori sardi non è secondo a nessuno: è buono e sano. Ed è alla base di formaggi eccellenti e garantiti per la salute dei consumatori. Lo dimostrano i dati prodotti dall'assistenza tecnica dell'Aras (Associazione regionale allevatori della Sardegna) nell'ambito di un lavoro redatto dall'ufficio studi dell'Associazione. Il significativo miglioramento della salubrità del latte è dimostrato dai dati: dal 2007 ad oggi è stata dimezzata la presenza delle cellule somatiche e si è ridotta di due terzi la carica batterica, mentre aumentano i grassi "sani" polinsaturi soprattutto quando c'è il pascolamento di erba, riconosciuti come uno dei fattori della longevità.
"Le cellule somatiche (ridotte dal 2004 ad oggi da una media di unmilione e 570mila a 973mila) sono direttamente correlate al benessere animale – spiega il presidente dell'Aras, Sandro Lasi -. La loro stima è, infatti, considerata un parametro fondamentale per capire lo stato sanitario della mammella, ma anche dello stress, ed in generale dello stato di salute delle pecore. Così come dei metodi di mungitura e della manutenzione delle mungitrici". Importante l'introduzione della misura per il benessere animale che ha portato ad un rapporto più stretto fra pastori e tecnici consentendo alle aziende di conoscere e sfruttare al meglio le nuove tecnologie, migliorare le condizioni igieniche ed essere innovativi. "I nostri veterinari e zootecnici, grazie soprattutto a questa misura, hanno un rapporto diretto con circa il 90% degli oltre 12mila e 500 pastori – afferma il direttore dell'Aras, Marino Contu -. E' la dimostrazione che la formazione degli allevamenti in aula e in allevamento è fondamentale. Viene premiata la strategia delle politiche regionali dell'assessorato dell'Agricoltura e dell'agenzia Laore".