"Si riveda immediatamente un disegno illogico che va contro le aspettative dei cacciatori sardi", lo chiede il capogruppo regionale di Area Popolare Gianluigi Rubiu, che sollecita le dimissioni dell'assessore dell'Ambiente presentando un'interrogazione sul tema.
"L'apertura della caccia al cinghiale nella giornata del giovedì rischia di produrre disastri enormi per l'equilibrio dell'ecosistema e con una competizione sfrenata tra le diverse compagnie – afferma Rubiu -. L'universo dei cacciatori mai come ora appare inascoltato. Diventa necessario ripristinare l'apertura della caccia ai cinghiali solo nei giorni festivi perché il rischio è di uno sterminio incontrollato della specie, senza la ponderazione delle situazioni che vedono la domenica come giornata ideale di caccia grossa".
Strappo nel Comitato faunistico regionale fra i rappresentati dell'assessorato dell'Ambiente e le associazioni dei cacciatori che hanno abbandonato i lavori dell'organismo per protesta inscenando un sit-in davanti alla sede dell'assessorato in via Roma. Chiesto anche un incontro al prefetto in vista di ulteriori mobilitazioni. Oggi il Comitato si riuniva per valutare il parere obbligatorio, ma non vincolante, dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sul calendario venatorio 2015-2016.
"E' uno scandalo che il calendario venatorio approvato lo scorso 9 luglio venga modificato dallo staff dell'assessorato – dice all'ANSA Marco Pisanu presidente del Cpa Sardegna -. Ora la riunione sta andando avanti pur senza la nostra presenza in maniera antidemocratica. Non si capisce perché alcune decisione assunte oggi seguano le indicazioni dell'Ispra e altre no, sostanzialmente riducendo ulteriormente le giornate di caccia".
Secondo Pisanu si tratta anche di un "danno economico, visto che una giornata di caccia muove risorse per un milione di euro".
Fra le richieste del mondo venatorio quella di trasferire la caccia al cinghiale dalla giornata di giovedì a quella di domenica.







