La Procura di Tempio Pausania ha aperto un fascicolo, ancora a carico di ignoti, per un traffico di tonno rosso nel Nord Sardegna. Un'attività illecita che, negli ultimi tre anni, avrebbe fruttato un giro d'affari, quasi tutto in nero, fra i 200-300 mila euro.
L'indagine della Capitaneria di Porto di La Maddalena e Olbia era stata avviata lo scorso anno in seguito al ritrovamento in un casolare di Santa Teresa di Gallura di carcasse di tonno carbonizzate. Domenica scorsa l'epilogo con il fermo di un pescatore pronto a vendere un tonno di 85 chili a un ristoratore di Porto Cervo.
L'uomo, 50 anni maddalenino, era controllato da un anno dai militari della Guardia costiera ed è stato bloccato durante la compravendita: il pescatore avrebbe incassato in nero circa 1.300 euro, mentre il guadagno per il ristoratore avrebbe superato i 6.000 euro (il tonno viene venduto nei locali pubblici dai 70 ai 100 euro al kg). Ad entrambi sono state inflitte sanzioni amministrative. Operazione analoga a Poltu Quatu, dove è stato fermato un pescatore di 40 anni di Santa Teresa mentre vendeva in un ristorante un tonno rosso di 35 chili. Per lui è scattata una sanzione complessiva di 6.000 euro, 7.500 euro per il titolare del locale.
Dall'indagine è emerso che il traffico veniva gestito attraverso un registro della "contabilità in nero" del pesce acquistato in maniera illecita, per un totale di quattro tonnellate di tonno rosso e pesce pregiato negli ultimi tre anni.
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Traffico di tonno rosso, giro d’affari da 300 mila euro







